Cassano chiede scusa ai froci: “Non volevo offendere nessuno, era un momento scherzoso”

«Ci son froci nello spogliatoi? Sono problemi loro e non mi riguarda».

Cassano chiede scusa ai froci: “Non volevo offendere nessuno, era un momento scherzoso”

BOLOGNA, 21 GIUGNO – A una settimana dall’affermazione sulla presunta omosessualità di due compagni di squadra, che ha catturato l’immediato interesse dei media e ha suscitato una gran varietà di reazioni, polemiche e parodie, in un’intervista concessa ieri a SportMediaset Antonio Cassano è tornato a scusarsi: «Ora ho capito la differenza tra le parole: davvero, non volevo offendere nessuno. Era in buona fede in un momento scherzoso». Ha poi aggiunto, in riferimento al comunicato di scuse prontamente diffuso la sera del 12 Giugno dalla Federazione: «Ciascuno è libero di fare quel che vuole. La parola omofobia nella dichiarazione di scuse non l’ho scelta io, ma il concetto è esattamente quello».

La gaffe (ennesima cassanata?) era scaturita in risposta alla domanda di un giornalista sulle dichiarazioni, anch’esse ormai note, di Alessandro Cecchi Paone, il quale ha sostenuto a gran voce che tra i giocatori della Nazionale italiana vi siano due omosessuali e un bisessuale. Cecchi Paone ha anche dichiarato di aver avuto una relazione con uno dei due omosessuali, che gli avrebbe svelato il nome dell’altro.

In seguito a questo polverone mediatico sollevato da Cecchi Paone e da Fantantonio, nell’ultima settimana hanno espresso il loro parere nomi più o meno noti del mondo dello sport e non solo. Interessanti sono le parole che ha speso Carolina Morace, interpellata sull’argomento dalla rivista “A”: «Cassano è così, usa il linguaggio che conosce».

E in effetti, dopo le dichiarazioni a SportMediaset, il fattaccio sembra definirsi come un episodio dettato dal carattere di Antonio, scherzoso ma anche poco incline a misurare parole e azioni, a “pensare prima di fare”.

Un carattere noto a tutti, che il barese stesso non ha mancato di rimarcare quando ha parlato del suo compagno di attacco Mario Balotelli, noto anch’egli al pubblico come ragazzo dal carattere difficile, ingestibile e poco propenso all’autocontrollo di parole e azioni dentro e fuori il campo: «Mario è giovane, parlavo sempre con Pirlo e gli ho chiesto se io qualche anno fa ero così. Lui mi ha risposto di non scherzare, io ero dieci volte più pazzo, non c’è paragone. Ed è vero, spesso esageravo. Mario ha dei modi diversi, fa delle sfuriate, ma per me rimane un bravissimo ragazzo a cui hanno messo addosso questa etichetta».

Ilaria Facchini

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