Bayern Monaco-Napoli: una battaglia ad armi impari

Bayern Monaco-Napoli: una battaglia ad armi impari

NAPOLI, 3 NOVEMBRE – Se prima della partita lustrarsi gli occhi era d’obbligo per scenario e orgoglio semplicemente di esserci, al termine dei novanta minuti fare lo stesso diviene incredulità per l’altalena di emozioni e consapevolezza di aver perso con una grandissima squadra. Onorevolmente,in ogni caso.

Il Napoli, di ritorno da Monaco, è una squadra forte, in grado di reggere contro una regina del calcio europeo e che perde solo per inesperienza e ingenuità difensive varie. Gli azzurri provano ad aprire la partita proponendo il replay di Manchester: pressing alto, ripartenze veloci e sovrapposizioni laterali che quasi mettono paura al Bayern. È solo che I bavaresi non sono la squadra di Mancini, ma un complesso ben rodato e d’esperienza, che gioca un calcio di alto livello e schiera in squadra una grossa serie di campioni.

Il primo di questi è un veterano,e si chiama Bastian Schweinsteiger: al diciassettesimo,nel contesto di una partita splendida come filtro e primo costruttore di gioco, pennella un pallone a centro area che Mario Gomez arpiona, nasconde ad Aronica e trasforma in gol. Il secondo campione è un classe 90, un giovane che a Leverkusen ha saputo scoprirsi campione e che a Monaco sa fare la voce grossa: parliamo di Toni Kroos, giustiziere bavarese anche all’andata e autore del cross che ancora l’implacabile Gomez mette dentro per il 2-0.E siamo solo al ventitreesimo.

Al quarantunesimo,poi,entra in scena il terzo tenore del Bayern: Ribery smarca ancora Kroos solo davanti a De Sanctis,che si esaltanel miracol ma regala palla all’accostato Gomez,che non si fa pregare per la tripletta. Il 3-0 che sa di imbarcata prende corpo così, con l’uragano Gomez a concludere da par suo il coro perfetto intonato dai suoi compagni campioni ed un Napoli arrendevole ed in balia dell’avversario, che ha oltretutto dovusto sostituire Aronica per infortunio (in campo Dossena).

E’ solo che gli azzurri, da qui in poi, si trasformano e si dimostrano improvvisamente all’altezza del compito. Proprio chi meno te l’aspetti suona la carica: punizione che taglia l’area, incornata di Fernandez che viola Neuer dopo un’incredibile serie di partite casalinghe chiuse senza gol al passivo. Il gol riapre la partita e cambia completamente il Napoli, che sfiora subito il 3-2 con Hamsik e si ripresenta molto convinto all’inizio dei secondi quarantacinque di gioco.

Il Bayern risponde col suo gioco classico alla veemente ripresa pertenopea: possesso palla, movimenti tra le line, aperture sulle fasce. Da quella sinistra nascono I grattacapi: Ribery si trasforma in un folletto imprendibile, e Zuniga si vede costretto a stenderlo ripetute volte. La serie di falli costa al colombiano un cartellino giallo forse eccessivo, che si rivela determinante quando l’esterno francese sguscia per l’ennesima volta: la sacrosanta seconda ammonizione del terzino ammazzerebbe qualsiasi squadra in un tentativo di rimonta tanto complicato. Non pero’ il Napoli, che continua con cuore ad abbozzare azioni offensive ed a difendersi strenuamente quando il Bayern, sornione, accelera I ritmi. La grinta azzurra viene premiata quando Badstuber, modesto come all’andata, stende Cavani e si busca il secondo giallo.

Il confronto dieci contro dieci promette scintille: Fernandez, ancora lui, lo rende se possibile maggiormente acceso con un’altra capocciata assassina. 3-2. Da qui, tanto altro cuore, una grinta incredibile, un impegno encomiabile ma pochissime potenziali occasioni. La gara si chiude, dopo 4’ di recupero, con Campagnaro che salva su Lahm e De Sanctis, che con una commovente corsa con scivolata annessa, recupera da un calico d’angolo azzurro e toglie dalla porta ail 4-2.

La giusta immagine di chiusura di una serata di battaglia ad armi impari: il Bayern rappresenta uno degli antagonisti principali del Barcellona e del Real nella corsa alla Champions, ed e’ parso ancora troppo superiore al Napoli. Ma gli azzurri hanno avuto il merito di crederci comunque, regalando un’altra serata di grandi emozioni alla propria gente e regalandosi la certezza di poterci provare fino in fondo.

Alfonso Fasano

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