Calciomercato Inter: rifiuta anche Mihajlovic. Si torna da Gasperini

Calciomercato Inter: rifiuta anche Mihajlovic. Si torna da Gasperini

MILANO, 23 giugno – Caldo torrido, temperature altissime in casa Inter. La scelta del nuovo allenatore, ben lungi dall’essere un rebus, è diventata vera e propria guerra di nervi fra Massimo Moratti e Marco Branca. Idee diverse, strategie incompatibili fra loro, un turbinio di esternazioni a mezzo stampa che raccontano d’un rapporto complicato fra presidente e direttore generale, fra la scelta presidenziale chiamata Sinisa Mihajlovic e l’ostinata resistenza di Marco Branca, determinato ad ingaggiare Giampiero Gasperini

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Giornate intense, per Marco Branca, punteggiate da una lunga sequenza di “No grazie”, dall’accento sudamericano di Marcelo Bielsa al serbo venato di romanesco di Sinisa Mihajlovic, meteora in giallorosso, simbolo di lazialità; ex laziale, appunto, ma grande ex nerazzurro, da giocatore prima ancora che da braccio destro di Roberto Mancini, in panchina. L’attuale tecnico della Fiorentina ha tenuto a ribadire il proprio attaccamento ai colori viola, nel corso di una conferenza stampa indetta ad hoc, sbarrando la strada a qualunque abbozzo di trattativa col suo vecchio club: “L’Inter mi ha contattato – ammette Sinisa – ma io sono contentissimo di stare a Firenze e spero di restarci ancora per molti anni”.

Amore per il club viola, dunque, ma alla base del gran rifiuto c’è ben altro; lo status nemmeno troppo camuffato di seconda scelta, in primis, dopo i tentennamenti di Bielsa e l’esodo londinese di Villas Boas, primi obiettivi dichiarati in corso Vittorio Emanuele. In secondo luogo, un progetto tecnico lontano anni luce dai mega investimenti del “vecchio” Moratti, vero e proprio idolo di procuratori ed agenti Fifa; la campagna di austerity, varata all’indomani del Triplete 2010, è ispirata ai sani principi del fair play finanziario tanto caro a Michel Platini. Fair play che però mal si coniuga coi mega ingaggi degli assi nerazzurri, da Eto’o a Sneijder passando per Maicon, campioni alla ricerca dell’ultimo grande accordo economico della carriera.

Ma esiste un terzo motivo, ancor più rilevante, giacca, cravatta e un ruolo da responsabile dell’area tecnica nerazzurra: Marco Branca.

Fra il dirigente interista e Sinisa Mihajlovic il rapporto non è idilliaco; sotria di vecchie ruggini nate all’epoca del diorzio da Roberto Mancini e un braccio di ferro protratto nei mesi successivi in vista di una laboriosa rescissione consensuale dei contratti, di fatto avvenuta solo un anno più tardi.

Il “piano b” di Marco Branca si chiama Giampiero Gasperini, vecchio maestro di tattica di una fetta consistente dello spogliatoio nerazzurro, da Milito a Ranocchia, passando per Motta e Kharja. Un tecnico che ha conosciuto la gavetta, il Gasp, la gavetta vera, quella di Crotone e della serie B, ma soprattutto un passato da tecnico delle giovanili, quelle bianconere, in epoca Moggi, a sfornare talenti del calibro di Sebastian Giovinco, Claudio Marchisio e Raffaele Palladino.

Un imprinting juventino, dunque, difficile da far digerire a chi, come Moratti, ha sempre visto il bianconero come fumo negli occhi. Non solo folclore, però, alla base delle molte perplessità del patron interista; c’è da considerare anche la scarsa adattabilità del modulo tattico di Gasperini, legatissimo al proprio 3-5-2,  alla sacralità della difesa a quattro, marchio di fabbrica della Beneamata sin dagli albori.

Il passo indietro di Mihajlovic, dunque, potrebbe mettere la parola fine alla querelle e gettare le basi per il sospirato approdo di Giampiero Gasperini sulla panchina che fu di Jose Mourinho.

Resta concreta la pista che porta a Diego Simeone, l’ipotesi dell’ultim’ora, il nome che potrebbe rimettere tutti d’accordo, in corso Vittorio Emanuele, come alla Pinetina.

A breve sapremo, “Entro e non oltre la fine della settimana”; parole e musica di Massimo Moratti.

Domenico Damiani

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