Calciomercato Inter: Leonardo al Psg, Bielsa traghettatore. E Capello…

Calciomercato Inter: Leonardo al Psg, Bielsa traghettatore. E Capello…

MILANO, 15 giugno – Aria di grandi manovre in casa Inter. Dopo mesi di sorrisi, pacche sulle spalle e generiche attestazioni di stima, il rapporto fra mister Leonardo e i colori nerazzurri potrebbe interrompersi bruscamente. Due anni in panchina, per Leonardo, da uomo di campo, sulle due sponde della fu Milano da bere, una gavetta saltata a piè pari, forte di una credibilità acquisita da giocatore prima che da talent-scout.

Kaka, Pato, Thiago Silva i fiori all’occhiello di una carriera dirigenziale folgorante, giustamente celebrata da stampa e addetti ai lavori. Ma il Leonardo allenatore ha vissuto di alti e bassi, gioco frizzante, modulo “quattro-due-fantasia”, attacco mitraglia, assetto difensivo di gusto tipicamente brasiliano. O zemaniano, fate voi.

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Congedato da Silvio Berlusconi con l’affettuosa etichetta di “testardo“, Leonardo sembrava aver trovato in nerazzurro l'”humus” più adatto ad assecondarne estri ed ambizioni. Ma una rimonta in campionato frustrata dal tonfo nel derby e, soprattutto, il rovinoso crollo di Champions, ai piedi di uno Schalke 05 tutt’altro che irresistibile, hanno rialimentato l’annoso dibattito sul tecnico delle due Milano: allenatore o non allenatore? Tecnico o dirigente? Una querelle tutt’altro che confinata entro le colonne dei quotidiani,ma di stringente attualità soprattutto ai piani alti di corso Vittorio Emanuele, doove un Moratti quanto mai meditabondo sfogliava la margherita, valutando il da farsi.

E la decisione, sembra essere presa: Leonardo nerazzurro, ma rigorosamente in giacca, cravatta e seggiolino assicurato in tribuna; un ruolo da dirigente, dunque, che Leonardo aveva categoricamente escluso di voler ricoprire, appena due mesi fa.

Due mesi densi di avvenimenti, di cambiamenti, di ripensamenti.

A cominciare dal mercato, che promette fuochi d’artificio soprattutto in uscita. Maicon è dato per sicuro partente, destinazione Real Madrid; Wesley Sneijder promette eterno amore ai colori nerazzurri, ma il proprio agente, segreto di Pulcinella, incontra gli uomini mercato Chelsea. E se arrivasse un’offerta concreta per il logoro bomber Diego Milito, verrebbe valutata con la massima attenzione, fra uno stappar di spumante e l’altro.

Lo stesso Julio Cesar, portiere-saracinesca, simbolo del Triplete, è stato offerto a destra e a manca, sia pur con discrezione.

Leonardo, allenatore giovane, navigato uomo di calcio e persona d’indubbia intelligenza, ha capito l’antifona. In casa Inter c’è aria di ricambio generazionale, di rifondazione. Un cantiere aperto ed affidato a fedeli custodi e geometri di poche pretese; in attesa dell’arrivo dell’ingegnere, fra un anno, dai modi bruschi, l’accento friulano ed un passato rossonero, proprio come Leonardo: Fabio Capello.

Don Fabio ha ancora un anno di contratto con la Federazione inglese e intende rispettarlo. Ma sopra ogni altra cosa, intende riscattare la pessima avventura sudafricana, guidando la nazionale dei “tre leoni” alla conquista del titolo europeo.

Ma Leonardo non si sente custode nè geometra, non accetta ruoli da comparsa o comprimario nè accetterà un ritorno a ruoli dirigenziali in nerazzurro; si tratterebbe di un declassamento “de facto” e l’ex campione verdeoro è uomo orgoglioso; troppo, per accettare.

Se scrivania dovrà essere, sarà lontano dalle nebbie milanesi, destinazione Parigi, quartiere Saint-Germain; un ritorno al passato per il brasiliano, in maglia PSG come esterno mancino a metà anni Novanta.  Leonardo e i parigini, un discorso iniziato quindici giorni fa, senza clamori ma alla luce del sole.

Per quel ruolo da traghettatore, Massimo Moratti ha pensato bene di non snaturare le radici argentine del proprio club; è Marcelo Bielsa il nome più accreditato come possibile guida tecnica dell’Inter 2011/2012. Già tecnico dell'”albiceleste” medaglia d’oro olimpica nel 2004, Bielsa ha saputo guidare la nazionale cilena agli ottavi di finale in Sudafrica, Coppa del Mondo, eliminati soltanto dalla corazzata verdeoro brasiliana.

Domenico Damiani

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