Sneijder: fra Chelsea e Manchester la spunta l’Inter

Sneijder: fra Chelsea e Manchester la spunta l’Inter

MILANO, 10 giugno – C’è aria di rinnovamento in casa Inter. La conquista in extremis della Coppa Italia non ha cancellato delusioni e rammarico per una stagione che ha visto i colori nerazzurri abdicare dopo cinque anni di successi in campionato; trionfi iniziati in “segreteria”, per dirla alla Mourinho, a partire dallo scudetto 2005/06, revocato alla Juventus dalla giustizia sportiva e rapidamente cucito sulle casacche nerazzurre da quel Guido Rossi presidente d’una Figc commissariata ed ex consigliere d’amministrazione della stessa Inter.

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Scudetti, coppe e un’egemonia assoluta in ambito di calciomercato. Almeno fino alla scorsa estate. Ci si aspettava il “gran regalo” di Massimo Moratti ai tifosi, il fuoriclasse con cui dare l’assalto al bis in Coppa Campioni.

Sappiamo com’è andata: ceduto Balotelli,  Marco Branca portò a Milano un acerbo Coutinho e l’impalpabile Biabiany, poi dirottato a Genova nell’ambito dell’affare Pazzini.

Ma la Coppa Italia non poteva mascherare le oggettive problematiche di un organico ormai logoro, dall’età media elevata. Ringiovanire, dunque, imperativo categorico per Branca e Leonardo, chiamati a ridisegnare l’Inter che verrà, svecchiando la rosa con innesti di valore assoluto. E se in passato gli uoimini mercato nerazzurri hanno goduto di risorse finanziarie pressochè illimitati, dai piani alti di via Durini arriva oggi l’invito alla parsimonia, rigore nei bilanci e una generale autosufficienza finanziaria, rispetto ad una Saras, l’azienda di famiglia, che ha vissuto brutti quarti d’ora sui mercati finanziari, passando in pochi anni dai 6 euro ad azione fin sotto i due.

Sarà un mercato di investimenti, quindi, ma preceduti da cessioni, più o meno dolorose. Il brasiliano Maicon figura sempre in posizione di privilegio nella lista della spesa di Mourinho, ma il nome nuovo nell’elenco dei sacrificabili è quello di Wesley Sneijder.

L’olandese, protagonista indiscusso di un 2010 da “mille e una notte”, in nerazzurro come in maglia arancio durante i mondiali di Sudafrica, è stato fra le sorprese in negativo della stagione appena terminata; una condizione fisica mai ottimale, un comprensibile stato di appagamento dopo l’abbuffata di trofei 2010, un pizzico di malumore per un pallone d’oro appena sfiorato.

Il nuovo Chelsea di Guus Hiddink farebbe carte false pur di assicurarsi le prestazioni del talento di Utrecht. Carte false ma soldi veri, verissimi, quelli che il solito Abramovich metterà a disposizione del suo tecnico, all’indomani del siluramento di Carlo Ancelotti. Per Sneijder si tratta su una base d’asta non inferiore ai 30 milioni di euro, il doppio di quanto versò l’Inter nelle casse di Florentino Perez due anni fa. E se l’interesse dei “blues” londinesi è, al momento, molto concreto, all’orizzonte potrebbe profilarsi un derby di mercato tutto inglese per Sneijder: Alex Ferguson, con la discrezione tipica di un “Sir”, ha effettuato più di un sondaggio per saggiare la disponibilità del giocatore a vestire la maglia dei red devils e al tempo stesso capire le reali intenzioni della società nerazzurra.

Vendere o non vendere? Nel frattempo, però, è lo stesso Sneijder a puntare i piedi di fronte ad un’ipotesi di trasferimento: “All’Inter c’è un clima familiare, abbiamo tutti i presupposti per puntare in alto, inoltre – aggiunge l’olandese – amo la città di Milano: perchè dovrei andarmene?”. Parole che non lascerebbero spazio a fraintendimenti, se non fosse che il contratto del folletto olandese scadrà nel 2013 e l’accordo per un eventuale rinnovo in nerazzurro è ancora in alto mare.

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Domenico Damiani

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