Calciomercato Juventus: è Menez l’alternativa a Ribery

Calciomercato Juventus: è Menez l’alternativa a Ribery

TORINO, 9 giugno - Pirlo e Ziegler ufficialmente bianconeri, Michele Pazienza ad un passo. Inizia a prendere corpo la Juve che verrà, la Juve di Antonio Conte, affatto turbato dalle voci di presunti brogli orchestrati dalla cmobriccola del calcio-scommesse per indirizzare il “suo” Siena verso un largo successo ai danni del Sassuolo.

Antonio Conte ha parlato chiaro: l’organico necessita di talenti autentici, giocatori in grado d’innalzare il tasso tecnico della rosa e di supportare le idee tattiche dell’allenatore, convinto sostenitore della vitale centralità tattica d’un possesso palla prolungato e di qualità, ideale tanto caro al BaroneLiedholm e reso concretamente sublime dal Barcellona delle meraviglie di Pep Guardiola.

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Dell’interesse bianconero per Frank Ribery si sa già tutto: il giocatore mette d’accordo management bianconero e staff tecnico al gran completo, ma il mercato in casa Bayern Monaco vive una fase di relativo stand-by, in attesa dell’investitura ufficiale del nuovo tecnico, tramontata l’era Van Gaal.

Ma Beppe Marotta ha un asso nella manica, francese come Ribery, talento eclettico già ammirato in maglia giallorossa: stiamo parlando di Jeremy Menez.

24 anni, da tre nella Capitale, la mezzapunta transalpina sembra arrivato al capolinea della sua avventura nella Capitale: amato dai tifosi per le sue giocate d’alta scuola, altrettanto odiato per una certa indolenza palesata a tratti nel corso delle varie stagioni.

Dribbling secco pressochè incontenibile, capacità di agire come ala pura o trequartista con eguale efficacia, ottime doti atletiche, un tiro dalla lunga distanza di modesta efficacia; questo il biglietto da visita del nazionale francese. Pupillo di Claudio Ranieri, Menez; il tecnico testaccino ne fece un titolare inamovibile d’una Roma efficace quanto guardinga, tutta sostanza, laddove Luciano Spalletti aveva usato più bastone che carota nella gestione del giovane arrivato dal Monaco, felice intuizione di mercato targata Daniele Pradè. Poi l’arrivo di Montella, le tante panchine, una fiducia nei propri mezzi scesa sotto il livello di guardia e i primi fischi, sempre più fragorosi, di un Olimpico tanto appassionato quanto esigente.

Pollice verso dagli spalti, dunque, ma forti perplessità arrivano anche dal nuovo management giallorosso. Patron DiBenedetto e il nuovo direttore sportivo Sabatini hanno da tempo inserito il nome di Menez nella lista dei cedibili, senza eccessivi rimpianti. Monetizzare, è la parola d’ordine più in voa nella Trigoria di metà 2011.

E da corso Galileo Ferraris è arrivata più di una telefonata; tappe interlocutorie, certo, ma l’interesse dei bianconeri per Menez è qualcosa di più d’un mero attestato di stima.

Sabatini intende rientrare dell’investimento sostenuto tre anni fa, gestione Sensi, per un ammontare di circa dieci milioni di euro.

Marotta ci pensa,valuta, pondera, ma l’organico bianconero ha bisogno di rinforzi e sfoltite ad un tempo. Ed ecco, inevitabile, la proposta di contropartita tecnica, dello scambio, tema ricorrente d’un mercato ricco di idee ma povero, poverissimo di capitali. E torna d’attualità il nome di Vincenzo Iaquinta, più vole accostato, in passato, al giallorosso capitolino.

Ma Walter Sabatini non vuole saperne: ingaggio elevato, ginocchia poco affidabili: il nome di Iaquinta non convince il neo Ds romanista.

Ma la trattative esiste, resta in piedi, se ne riparlerà.

Sempre che sull’asse Roma-Torino non si inserisca Adriano Galliani, lo “squalo” del mercato rossonero, segnalao in contatto telefonico quotidiano con Trigoria. Il Milan, si sa, è alla ricerca di una mezz’ala di qualità, giovane, meglio ancora se low-cost. E Jeremy Menez, guarda caso, rientra perfettamente nell’identikit.

Domenico Damiani

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