Eto’o implacabile, Coppa Italia all’Inter. Zamparini “È una vergogna”

Eto’o implacabile, Coppa Italia all’Inter. Zamparini “È una vergogna”

ROMA, 31 MAGGIO – La chiamano “coppetta”, trofeo di consolazione, refugium peccatorum per le grandi deluse del nostro calcio, ma la Coppa Italia  è anche l’occasione della vita per chi proviene dalle province del decadente impero calcistico nostrano. E a guardare gli spalti dell’Olimpico di Roma, quasi interamente colorati di rosanero, viene da chiedersi quale sia la provincia: la milionaria Milano di Moratti o la Palermo di Zamparini e dei suoi40mila sostenitori al seguito? Come sempre, la risposta arriverà dal campo.

Ed è il Palermo ad infiammare l’avvio di gara: ritmi serrati, trame di gioco avvolgenti, un Pastore motivato a dare spettacolo, sotto gli occhi attenti degli uomini mercato nerazzurri e non solo. E’ proprio “el flaco” a scompaginare le linee difensive nerazzurre, divorando però la palla del possibile vantaggio. I nerazzurri assistono pigramente al folgorante avvio di gara avversario, compassati, lenti, la mente già proiettata verso remoti ed esotici atolli.

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Sembra il prologo del solito trionfo di Davide su Golia. Ma il Golia nerazzurro ha le sembianze e le movenze felpate di Samuel Eto’o, che dopo 26 minuti esatti del primo tempo riceve palla da uno Sneijder fin lì a scartamento e ridotto e batte Sirigu, con un diagonale secco ed imparabile.

E’ la retorica del cinismo delle grandi, declinata a danno di un Palermo che non dà segni di cedimento e continua ad attaccare a testa bassa.

Ma la retroguardia nerazzurra viene blindata dal dinamico duo Lucio-Julio Cesar, semplicemente impeccabili. In particolare il portiere, straordinario nel deviare un colpo di testa ravvicinato del subentrato Miccoli.

Palermo coraggioso, Palermo in forcing, ma a metà ripresa la premiata ditta Sneijder-Eto’o mette in ghiaccio la partita, confezionando la rete che mette di fatto la parola fine alla tenzone. 2-0.  Si tratta del 37esimo sigillo stagionale per il fuoriclasse ex Barca, record personale e meritata ovazione dello spicchio di tifoseria nerazzurra, stipata in una curva dell’Olimpico.

Finale thriller, con l’arbitro Morganti assoluto protagonista; prima convalida il gol del 2-1 palermitano, ma la traiettoria del pallone nel cross pennellato da Balzaretti era finita almeno mezzo metro fuori dal campo. Il fischietto ascolano, all’ultima tappa d’una lunga carriera, si ripete poco dopo, stupendo la platea con un cartellino rosso del tutto inspiegabile a danno dell’argentino Munoz, autore del gol della speranza. Espulso anche Delio Rossi, amareggiato ed in lacrime a fine partita, eccellente condottiero di un Palermo andato oltre le più rosee aspettative, ma destinato a cambiare aria per via dei ben noti dissapori col vulcanico presidente Zamparini.

Il tempo di assistere al facile 3-1 di Milito, in pieno recupero, ed è già tempo di premiazioni.

Premiazioni condite da polemiche. Dall’entourage palermitano arrivano parole di fuoco ed è’ proprio Zamparini ad aprire le danze: “L’Inter è come laBanda Bassotti – tuona il patron rosanero – Moratti? Si definisce da solo. Se non si vergogna lui…”.

Ma il plenipotenziario nerazzurro è troppo occupato a gustarsi il terzo trofeo d’un triplete liofilizzato, dopo Supercoppa italiana ed il Mondiale per Club targati Rafa Benitez, che rilancia le quotazioni del tecnico Leonardo, confermatissimo condottiero chiamato a guidare un’Inter 11/12 verosimilmente rimodernata, se non rivoluzionata,  dall’imminente calciomercato.

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Domenico Damiani

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