Delneri saluta tra i fischi. La Juve di Conte nasce per acclamazione

Delneri saluta tra i fischi. La Juve di Conte nasce per acclamazione

TORINO, 23 MAGGIO –  Notte di saluti all’Olimpico di Torino, di congedi più o meno annunciati, di ”convergenze parallele” fra i piani alti di corso Galileo Ferraris  ed un popolo della curva a dir poco spazientito.

Lo scialbo 2-2 casalingo in rimonta contro un Napoli tutt’altro che vacanziero a sancire l’ennesima mancata qualificazione per le coppe europee, cornice minimalista all’annunciata contestazione degli ultras bianconeri, fragorosamente polemici nei confronti della squadra, ancora una volta impacciata tatticamente quanto  povera di motivazioni, di un Gigi Del Neri all’annunciato passo d’addio e verso il mai troppo amato Beppe Marotta.

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Niente fischi per il capitano di oggi Alex Del Piero, solito predicatore nel deserto, ma i cori più entusiastici sono tutti per il capitano di ieri, Antonio Conti,formalmente ancora legato al bianconero senese, ma tecnico juventino in pectore da almeno una settimana.

Beppe Marotta non si nasconde: “Per Conte manca solo l’ufficialità”, Cala così il sipario sullo stadio Olimpico, casa del limbo bianconero, fra la serie B e una difficile, lenta rifondazione iniziata in panchina da Didier Deschamps ed ora affidata ad un altro alfiere del grande centrocampo che fu. Aspettando il calciomercato, con il nuovo avveniristico stadio all’orizzonte, i primi mattoni della Juve che verrà.

Domenico Damiani

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