BASKETCITY: IL PUNTO SU VIRTUS E FORTITUDO. LARDO ALLA CONQUISTA DI MILANO. LE F SFIDANO OSIMO
LARDO ALLA CONQUISTA DI MILANO - Il blitz di Teramo è alle spalle. Il match ha regalato diverse consapevolezze alla Virtus di Lino Lardo. Prima fra tutte la solidità che è figlia di una filosofia difensiva che non può che portare lontano. Forse è la prima volta da quando c’è Sabatini al comando, che si vede una Vnera così votata al sacrificio a scapito degli individualismi. E per la prima volta se Lardo venisse confermato a fine stagione, si potrebbe parlare di un progetto in corso all’Arcoveggio. Ma sappiamo che le partite sono tante, il campionato è un groviglio inestricabile e a maggio sarà già successo tutto e il contrario di tutto.
Di certo rispetto agli anni scorsi, in cui il patron Sabatini ha fatto sempre spese ed acquisti all’insegna del colpo di mercato e del talento offensivo, molto sembra essere cambiato. Tre anni fa la sciagurata stagione sotto la gestione Pillastrini presentò tanti attaccanti di talento e nessuno che difendeva. La Virtus si salvò per il rotto della cuffia da un retrocessione che sarebbe stata la waterloo di Sabatini.
Con l’arrivo di Lardo, il mercato è stato sondato in cerca di giocatori che si sposassero con le prerogative del coach. Al momento il Coach di mosse ne sta sbagliando poche e di conseguenza, la squadra porta a casa risultati. Bel gioco no ma i risultati fanno dormire tranquilli.
Probabilmente mancano i campioni in questa squadra ma se anche con i campioni i risultati non vanno più in là del primo turno dei play-off come nell’anno passato in cui c’erano il piccolo grande uomo da Cleveland e il rimpianto Langford, allora forse è tempo di cambiare strategia.
Claudio Sabatini sembra aver imboccato questa direzione sposando un tecnico che fa della difesa e dell’abnegazione individuale il fulcro del suo pensiero. L’opposto di ciò che erano le squadre precedenti a quella di quest’anno. Durante le passate gestioni tecniche difficilmente si sarebbero raccolti due punti come quelli racimolati nella vittoria di Teramo. Magari la Vnera l’avrebbe potuta spuntare con una grande prestazione individuale, Langford l’anno scorso l’ha fatto più volte, ma mai avrebbe ridotto a soli 10 punti le segnature dal campo degli avversari nell’ultimo decisivo quarto.
Domenica Lardo e bianconeri si presenteranno al Futurshow Station al completo( Penn e Hurd hanno recuperato), fatta eccezione naturalmente di Collins. Ospite quell’Armani Jeans che negli ultimi anni ha conteso alla Virtus e a Roma il ruolo di sparring partner preferenziale delle finali di Siena. Milano è una squadra completamente nuova, stesso problema delle Vnere che non riescono a costruire un gruppo che duri nel tempo. Anche per questo l’inizio non è stato dei più incoraggianti nonostante diversi ottimi giocatori (i due lituani, Acker Hall e Finley) ma che devono trovare un amalgama e delle gerarchie. Un po’ come è successo l’anno scorso che ha visto Milano invischiata in una partenza lenta per poi ritrovarla in finale scudetto (attenzione all’Armani da febbraio in poi).
Il Big Match di domenica a mezzogiorno (la Virtus si guarda sempre con i tortellini in tavola) è la seconda sfida più giocata del nostro torneo. Ben 150 sfide nell’almanacco del campionato tra Virtus e Milano. Una storia eterna in cui si scambiano anche due dei protagonisti recenti. L’ex per eccellenza è Vukcevic. Ceduto a Milano e poi ritornato a Bologna come scelta di vita. Anche il Bullo ha fatto un avanti e indietro ma dal lato opposto e la sua esperienza bianconera è durata appena mezza stagione. L’Armani Jeans nobilitata dall’Eurolega è ospite dopo l’umiliante caduta contro il Prokom in cui Logan e la prepotenza fisica di Pope Sow hanno scherzato i milanesi. Ha bisogno di riscatto la squadra di Bucchi. La Virtus invece è carica e vuole tenere il passo anche di fronte ad una squadra che sulla carta è più attrezzata, in quanto a talento e uomini, della truppa di Lardo. Ma come ripeteremo fino al vomito: nel basket non si vince solo coi campioni.
“DE” FORTITUDO- Questa settimana le sirene sul caso Paladozza si sono affievolite (torneranno in men che non si dica, non abbiatene nostalgia) e la Effe si è, così, potuta godere la vittoria ercolina contro Osimo e si è concentrata prettamente sulla prossima sfida di campionato: Montecatini. Sfida di antichi sapori da serie A e anche parecchi dissapori se è vero che lo score al momento arride ai toscani. 3-5 nelle sfide con la Fortitudo. La scorsa vittoria casalinga contro Osimo deve far riflettere. Enormi le difficoltà delle Effe per chiudere la partita. Osimo ha impattato a 3 minuti dalla fine e da lì ci ha pensato un immenso Lamma a chiudere i conti con 2 invenzioni dal palleggio. Ma la Effe sembra costantemente in procinto di incassare la prima sconfitta. Per ora si è sempre salvata ma non sta dominando come era lecito(ma sprovveduto) aspettarsi. Ancora a punteggio pieno speriamo continui così, soprattutto perché in testa alla classifica non è sola. Con l’aquila una sorprendente Forlì minaccia la sua leadership.
Intanto il pivot biancoblu Jacopo Borra è stato chiamato in Nazionale under20. Incoraggiante riconoscimento ad un ragazzo con ampi margini ma che deve crescere.
Mercoledì prossimo invece è ora di derby con già i biglietti in prevendita per il Gira di Ozzano. Non sarà il derby di Eurolega ma è pur sempre una stracittadina che potrebbe fare il tutto esaurito. Per questo Claudio Sabatini ha fiutato l’affare e ha proposto che il derby di ritorno, che si giocherà a gennaio in casa Gira, venga giocato al Futurshow Station. Potremmo rivedere la Fortitudo tra mura bianconere. Spetta al Gira calcolare se conviene incassare un botteghino intero ma ridotto agli appena 2000 posti del PalaOzzano o prendere una percentuale sulle presenze, per lo meno doppie, come ospiti in casa Virtus.
Sabatini ne è sicuro:“Bologna resta basket city, questa gara avrebbe più tifosi della Final 8 di coppa Italia.”
Marco Spano