IL BOLOGNA ILLUDE ALL’OLIMPICO POI CEDE, UFFICIALE IL RINFORZO DI MOGGI: APPIAH

IL BOLOGNA ILLUDE ALL’OLIMPICO POI CEDE, UFFICIALE IL RINFORZO DI MOGGI: APPIAH

ROMA, 2 OTT. Illude il brasiliano Adailton. Illudono le circostanze dei rossoblu che erano al completo e cercavano di fare risultato con una squadra che veniva da 3 sconfitte consecutive e mancava dei titolari in tutte le zone nevralgiche del gioco. Niente da fare. L’illusione dura solo 3 minuti. Il tempo che separa il fulmine del gol di Adailton con la mazzata del pareggio di Vucinic. Forse la pedina meno in forma di Ranieri.

ADAILTON TRASCINATORE- Chi l’avrebbe mai detto che Adailton sarebbe stato un fattore anche in SerieA quest’anno? Come ai magici tempi di Verona, Adailton torna ad essere continuo e decisivo. Terzo gol consecutivo, quarto in campionato. Per un giocatore che prima di questa stagione aveva segnato appena 8 gol in 2 anni rossoblu, è chiaramente la prova del suo miglior momento dacchè gioca al Dall’Ara.

Partita bruttarella. Cause da imputare sia dei padroni di casa che del Bologna. Entrambe non trovano uno straccio di gioco e le ripartenze sono sempre lente e alla buona.

Non quando Pizarro al 32esimo si fa rubare palla da Mingazzini che verticalizza subito per Divaio. Due contro due del Bologna, SuperMarco mette in mezzo e di piatto Adailton deve solo appoggiare in rete.

3 MINUTI DI GIOIA- Vucinic accorcia le distanze già al 35esimo. Azione viziata da un tocco di mano irregolare di Perrotta e palla che carambola verso il montenegrino che ringrazia e la mette dentro. Involontario il tocco, e troppo ravvicinato per essere sanzionabile, ma comunque elemento di polemica a fine partita. “Eravamo andati in vantaggio dopo tre o quattro buone manovre – sottolinea Franco Colomba a Sky – ma poi abbiamo subito preso il gol del pari dopo un fallo di mano (di Perrotta, ndr) non visto.”

RISULTATO CAPOVOLTO- Nella ripresa arriva anche il vantaggio della truppa di Ranieri con protagonista sempre Perrotta ma in questo episodio non per un intervento dubbio. Questa volta Jeremy Menez lascia partire un rasoterra da fuori area che Viviano para ma non blocca. La palla schizza a mezzo metro dove Simone Perrotta è in agguato e ribadisce in rete. Evitiamo commenti sulla posizione dei difensori rossoblu nell’occasione per questioni di decoro.

Il 2-1 taglia ulteriormente le forze del Bologna. La Roma sfiora ancora la rete e Vucinic la doppietta su colpo di testa da calcio d’angolo. Questa volta Viviano non si fa sorprendere. L’ultimo sussulto di speranza è un’azione in recupero condotta in area di rigore da Osvaldo che scarica un sinistro in girata. L’ultima illusione si spegne sopra la traversa.

IL PUNTO DELL’ALLENATORE- Nel post partita Franco Colomba recrimina sul fallo di mano e sulla gestione del vantaggio: “La gestione del risultato non è stato il nostro punto di forza”. Ma davvero? Festival dell’ovvietà.

“(…) Abbiamo sbagliato atteggiamento: un pari va difeso, invece abbiamo concesso il contropiede alla Roma, e questa è stata una leggerezza. Ci sta perdere palla e che l’avversario riparta: siamo stati puniti, per quanto visto fino a quel momento meritavamo almeno il pareggio”.

Uno delle cause della sconfitta è stata individuata dal tecnico, nell’aver sostenuto due partite in tre giorni. Elemento di difficoltà aggiuntivo a cui alcune squadre di basso rango come il Bologna non sono abituate. “Siamo scaduti sia fisicamente che mentalmente. Anche la Roma ha sentito la fatica delle tre partite settimanali, noi di più perchè dovevamo rimontare.”

UFFICIALE APPIAH- Una rosa più ampia è propedeutica per impegni ravvicinati, anche se la lupa aveva mezza squadra fuori. Per questo al tecnico rossoblu è stato chiesto dell’ingaggio di Stephen Appiah. Gaffe di Colomba che risponde che non ne sa nulla e viene corretto in diretta dall’addetto stampa del Bologna che gli dice che l’ingaggio di Appiah è ufficiale.

Colomba corregge subito il tiro: “Appiah è un giocatore che stavamo seguendo.”

Il buon Franco, che è appena arrivato e non sa come funziona qui, deve abituarsi in fretta e capire che ci sono due staff tecnici a cui fare riferimento. Quale sia quello che prende le decisioni non è dato saperlo. Chi ha scelto Appiah però, a prescindere dalla bontà del giocatore, lo sanno anche i muri.

Marco Spano[ad#Google Adsense Banner]

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