SERIE A, LA SOLITA PAZZA INTER: 5-3 AL PALERMO. PRIMA DOMINA, POI BARCOLLA

SERIE A, LA SOLITA PAZZA INTER: 5-3 AL PALERMO. PRIMA DOMINA, POI BARCOLLA

Destini in continuo mutamento. Due giovani in rampa di lancio all’Inter, Balotelli e Santon: fino all’anno scorso Davide era il bravo ragazzo, il cocco di Mourinho, e Mario l’incorreggibile. Poi qualcosa è cambiato: Balotelli resta oggetto delle attenzioni particolari del tecnico, ma anche Santon non è più così perfettino. Ieri il definitivo cambio della guardia: Balotelli protagonista del primo tempo mostruoso da 4-0. Santon entra nella ripresa per Chivu, quando l’attaccante deve abbandonare, e diventa l’anello debole da cui parte il tentativo di rimonta del Palermo. Mourinho prima gli urla di tutto, poi si accorge che è in “bambola” e lo lascia stare. Ma il “bambino” dovrà sudare per recuperare la fiducia. Quei due sono le facce di un’Inter che chiude la gara subito, se la fa riaprire dal Palermo, e poi la richiude con il 5-3 di Milito, servito da un immenso Maicon.

balotelli, show interrotto — In mezzo alla grande prestazione dell’Inter del primo tempo c’è la seratona di Balotelli. Mario inizia male, con una scenetta quando si procura il rigore: non vuole lasciarlo ad Eto’o, Zanetti deve portarlo via e lui inizialmente non esulta nemmeno per il gol. Poi si accorge della situazione e va ad abbracciare Eto’o, che lo aveva guardato male. Da lì in poi è un crescendo, con il colpo di testa su corner per il 2-0, la zampata a porta vuota sul colpo di testa di Cambiasso per il 3-0, l’assist a Eto’o per il 4-0. Balotelli show, che si interrompe al 3′ del secondo tempo, quando si ferma in mezzo al campo, per un problema probabilmente legato a una reazione allergica a un farmaco, lasciando il posto a Milito. Seguiranno accertamenti.

inter, prima spettacolo, poi ansia — “Pazza Inter, amala” suona alla fine della gara. E in effetti i nerazzurri sono pazzi, eccome. Nel primo tempo sono mostruosi, affondano a piacimento, nel secondo si sciolgono. Non solo Santon sul banco degli imputati, ma anche i due difensori centrali. Certezze, in entrambi i tempi: Cambiasso davanti alla difesa, ma soprattutto Maicon, probabilmente il “terzino” che sposta più equilibri, anche a livello europeo. C’è lui in molti dei gol nerazzurri, c’è la sua spinta costante quando il Palermo crede di non poter opporre resistenza, nel primo tempo. C’è la sua azione travolgente per chiudere la gara, con un cross che Milito deve solo spingere dentro. Il 5-3 riporta comunque l’Inter a +4 sulla Juventus. La risposta alla Juve arriva nel primo tempo, la ripresa sarà oggetto delle grida di Mourinho.

palermo, buio e poi luce — Walter Zenga ritorna in quella che è stata la “sua” casa e che vorrebbe ritrovare un giorno dal allenatore. Striscione “Bentornato Water, cuore della Nord”, cori, applausi e commozione per il tecnico del Palermo. A voler essere cattivi, Zenga ricambia l’omaggio schierando il debuttante Melinte sulla sinistra: il romeno è una mezza sciagura, causando subito il fallo da rigore e poi non riuscendo mai a tenere Maicon, che affonda a piacimento. A dir la verità, Walter non ha tante scelte, con Balzaretti e Bovo indisponibili. Tanto che per sostituirlo, nel secondo tempo, deve cambiare assetto, inserendo una punta: sotto 4-0, non c’è molto da perdere. C’è da rimontare, invece. Palermo con tre attaccanti, che si scambiano di posizione continuamente, più Pastore; Cassani straripante a destra, mentre dalla panchina arriva chiaro l’ordine di cercare sempre la verticalizzazione. In diciotto minuti, fra il 4′ e il 22′ della ripresa, il Palermo fa tre gol: il primo con un lancio lungo per Miccoli, il secondo con una delle tante poiezioni offensive di Cassani (assist per Hernandez), il terzo ancora con un filtrante di Cassani per lo scatto di Miccoli, che così raddoppia il suo bottino: sono i primi gol contro l’Inter. Non basteranno per l’incredibile rimonta, ma sono il sintomo che la squadra c’è.

GDS
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