Ferrara Jazz: omaggio a John Coltrane e Cannonball Adderley

Ferrara Jazz: omaggio a John Coltrane e Cannonball Adderley

FERRARA, 25 OTTOBRE – Sabato prossimo, le stelle della grande mela illuminano il Torrione San Giovanni con l’Eric Alexander & Vincent Herring 5t featuring Harold Mabern

Pare che esista un ponte lunghissimo che collega direttamente la grande mela alla torre estense del jazz. Forse è un ponte formato da scie di stelle della musica, proprio come quelle che illumineranno il Torrione San Giovanni nella serata di sabato 27 ottobre (ore 21.30) con il quintetto di Eric Alexander & Vincent Herring featuring Harold Mabern: senza dubbio, quanto di meglio si possa ascoltare attualmente a NY City nell’ambito del modern jazz.

Già protagonisti di due episodi discografici firmati High Note RecordsFriendly Fire (2012) e Don’t Follow the Crowd (2011) – di una fortunata tournée internazionale e di abituali session al mitico Smoke Jazz Club di Broadway, due giganti del sassofono quali Eric Alexander e Vincent Herring si ritrovano sul palco del Torrione.

Alexander inizia lo studio del pianoforte all’età di sei anni per poi virare al clarinetto, al sax alto e infine, nel periodo universitario, al sax tenore.

“Quelli che ascoltavo al college sono gli stessi ‘gatti’ che m’influenzano oggi”. Afferma Alexander riferendosi a pionieri del bop, quali il mitico Charlie Parker.

Oggi, il sassofonista tenore americano, leader di un proprio quartetto e membro del gruppo di all-star, Chasing the Trane, insieme a Bobby Watson, Curtis Fuller, Cedar Walton, Jimmy Cobb e Ray Drummond, è riuscito ad imporre il proprio personale linguaggio nell’ambito della tradizione bebop, tanto da essere considerato tra i migliori della sua generazione.

Non è certo da meno il collega, l’alto sassofonista Vincent Herring, vincitore di Grammy Award che vanta collaborazioni con titani del jazz come Freddie Hubbard, Dizzy Gillespie, Louis Hayes, Art Blakey, solo per citarne alcuni.

Al fianco di Alexander, Herring si presenta quale perfetto sparring partner per scorribande solistiche e call-and-response di una front-line che promette scintille e che innescherà una sorta di competizione all’ultimo fraseggio, dove a vincere sarà solo la musica.

A sorreggere il tutto, il trio che vede Milan Nikolic al basso e Joris Dudli alla batteria guidato da un’autentica leggenda della musica jazz, il pianista Harold Mabern, docente dello stesso Alexander.

Nato a Memphis nel 1936, Mabern, dopo i primi studi di pianoforte, si trasferisce a Chicago dove inizia subito a collaborare con Jonny Griffin e a prendere lezioni dal grande Ahmad Jamal, per poi spostarsi definitivamente a New York nel 1959.

In un’intervista Mabern afferma: “Chicago mi ha infuso sicurezza e dato tutto ciò di cui avevo bisogno. New York ha raffinato ciò che ho appreso in passato continuando tutt’oggi a farlo”.

Superano la ventina, le registrazioni in cui troviamo insieme alunno e maestro – Alexander/Mabern – e quest’ultimo può essere considerato, senz’ombra di dubbio, uno dei più influenti protagonisti di quella fortunata stagione degli anni ’60 ancora in attività.

Il concerto di sabato sera vuole essere un omaggio a una miscela esplosiva che ha visto insieme per alcuni anni John Coltrane e Cannonball Adderley, estendendosi ulteriormente alle esperienze, marcatamente bebop, di Gene Ammons e Sonny Stitt. Un appuntamento imperdibile.

A volte rido lo spazio di una notte, la suggestiva installazione site specific di Elisa Leonini e Sara Dell’Onze, omaggio del Jazz Club e della sua Torrione Art Gallery al grande Michelangelo Antonioni è fruibile nelle serate di programmazione – dalle 20.00 alle 21.00 per i visitatori che non si trattengono ai concerti.

La mostra è estesa alle raffinate sale del Relais & Chateaux Duchessa Isabella di via Palestro, aperte al pubblico.

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