Truffa aggravata e appropriazione indebita: Edoardo Costa condannato a tre anni di reclusione

MLANO, 12 LUGLIO  – Edoardo Costa, noto attore televisivo, è stato condannato a tre anni di reclusione e duemila euro di multa per truffa e appropriazione indebita. Questa la sentenza del giudice della terza sezione penale di Milano Marina Zelante, alla cui lettura ha fatto immediatamente seguito, senza attendere il deposito delle motivazioni, la decisione del difensore dell’ex attore, Enrico Allegro, di andare in appello.

L’ASSOCIAZIONE “C.I.A.K.” E LE PRIME INDAGINI – Le indagini della Guardia di Finanza relative al famoso attore di soap italiano erano iniziate nel 2008 dopo la denuncia dei programmi televisivi “Striscia la Notizia” e “Italian Job”, che avevano sollevato non pochi dubbi riguardo l’effettiva destinazione dei soldi raccolti da iniziative organizzate dalla Onlus “C.I.A.K.”, fondata e presieduta proprio da Edoardo Costa.

La C.I.A.K. (Construction Intelligent Association Kids) era nata nel 2002 per volontà di Costa che, come detto prima, ne era anche presidente; l’Associazione aveva la finalità di aiutare i bambini dei paesi più poveri del mondo grazie ai soldi raccolti durante le numerose iniziative benefiche che organizzava.

In realtà, dopo le perplessità in merito all’effettiva destinazione dei proventi avanzate dai due programmi televisivi, la Guardia di Finanza aveva effettuato i primi accertamenti constatando che, effettivamente, la C.I.A.K. aveva devoluto solo 80mila euro in aiuto dei bambini.

In seguito alle indagini delle Fiamme Gialle, Edoardo Costa era quindi stato citato in giudizio dal Pubblico Ministero di Milano Bruna Albertini, per i reati di truffa aggravata e appropriazione indebita di 726.642 euro ai danni di 93 persone, e accusato inoltre di falso ideologico e materiale e uso di atto falso; lo scorso 31 Maggio la Albertini aveva chiesto la condanna a quattro anni di carcere.

LA SENTENZA – Oggi la sentenza del Giudice condanna Edoardo Costa a tre anni di carcere e al pagamento di una multa di duemila euro, colpevole di truffa per 205mila euro sui 382mila contestati e di appropriazione indebita per 138mila euro sui 343mila contestati.

Assoluzione invece dai reati di falso per mancanza di querela.

C’è da sottolineare infatti che, delle 93 persone ritenute vittima della truffa della C.I.A.K., solo tre si sono costituite parte civile, ottenendo comunque un rimborso provvisionale di 7mila euro, come anticipo sul risarcimento vero e proprio che verrà quantificato in un prossimo processo.

Ilaria Facchini
ilaria_facchini@hotmail.it

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