Sanremo 2012, sermone kolossal per Celentano contro chiesa. Commissariato il Festival

Sanremo 2012, sermone kolossal per Celentano contro chiesa. Commissariato il Festival

SANREMO, 15 FEBBRAIO – Il ciclone Adriano Celentano si è abbattuto sul Festival di Sanremo e le conseguenze si sentono tutte.

Per la prima volta il Festival sarà commissariato. A far esplicita richiesta è stato il direttore generale di rete Lorenza Lei, che dopo gli attacchi del Molleggiato, ha inviato Antonio Marano a “coordinare con potere di intervento il lavoro del Festival di Sanremo“.

La predica del buon Celentano ha colpito nel segno viste le polemiche scoppiate oggi su tutti i quotidiani.

Celentano non ha risparmiato nessuno: attacchi alla Chiesa, ai giornali Famiglia Cristiana e l’Avvenire giudicati ipocriti e menzogneri esortandoli alla chiusura, ma non solo.

Accusa i preti e frati che invece di raccontare del Paradiso e della vita che verrà si lanciano in discorsi politici da piazza.

Attacchi poi alla dirigenza Rai colpevole di aver estromesso dal palinsesto tv un giornalista del calibro di Michele Santoro. Non sono mancati i riferimenti in ambito politico con un occhio alla difficile situazione europea. Per il Molleggiato la cancelliera tedesca Merkel e il presidente Sarkozy sarebbero colpevoli di aver imposto alla Grecia l’acquisto di armi in cambio di aiuto da parte degli stati Europei. Ha parlato poi del governo Monti e non ha risparmiato la Consulta, colpevole di aver letteralmente “buttato nel cestino” le firme raccolte dal popolo per l’abrogazione delle legge elettorale.

Un Celentano show che è andato in onda per quasi un’ora dinanzi ad un pubblico attento ad ogni singola parola pronunciata dal cantante – predicatore, che non si è fatto mancare delle impeccabili esibizioni live di alcuni brani.

Un sermone, che per molti è stato già soprannominato kolossal che ha accesso mille fuochi.

Lo stesso direttore artistico del Festival Gian Marco Mazzi ha criticato molti dei contenuti dell’intervento di Celentano così: “La chiusura di un qualsiasi giornale non si invoca mai sono cose brutte e ad ascoltarle si avvertono i brividi lungo la schiena”.

Ci ha però tenuto a sottolineare che la Rai non impedirà al Molleggiato di ritornare se mai vorrà durante le prossime serate precisando però: “Celentano è un grande cantante, ma un pessimo telecomunicatore. Sappiamo però chi ci mettiamo in casa: se si prende Celentano, lo si prende con il fiocco, tutto compreso”.

Il pacchetto Celentano non è però stato gradito dal Dg Lei, dalla Chiesa e dall’Agenzia Cei.

I vescovi, a nome della Chiesa, hanno chiesto le scuse di Celentano, mentre l’agenzia stampa della Cei si è espressa tramite una nota pesantissima :” Quando l’ignoranza prende il microfono per diffondere il suo messaggio è doveroso replicare, seppur con serenità e rispetto delle persone, per amore della verità”. Sempre nella nota si legge: “Ieri sera, in apertura del Festival di Sanremo i giudizi di Adriano Celentano su due testate cattoliche nazionali da lui accusate di ipocrisia, di parlare di politica e non di Dio, sono stati la prova di un vuoto che è anche dentro di lui”.

Come sempre la parola, se vera, cruda e decisa come lo è stata quella di Celentano genera queste conseguenze.

Sicuramente le sue affermazioni, condivisibili o meno, sono tuonate forti sul palcoscenico dell’Ariston confermando Celentano come l’unico capace di avere il coraggio di dire cose che molti tacciono. Facendosi ancora una volte portavoce sano di un popolo silente ed inerme, che rappresenta e che oggi festeggia il suo trionfo. Che piaccia o meno.

Emanuele Ambrosio

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