Amy Winehouse: le indiscrezioni del pusher Azzopardi

Amy Winehouse: le indiscrezioni del pusher Azzopardi

LONDRA, 1 AGOSTO – Dopo la morte di Amy Winehouse, scomparsa tragicamente il 23 Luglio scorso a soli 27 anni, si rincorrono nuove ipotesi circa la sua morte.

Tra le più plausibili quella di una overdose di alcool e droghe, che avrebbe spento il cuore della talentuosa artista britannica, anche se al momento l’autopsia non ha confermato questa ipotesi.

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Intanto fa molto discutere la dichiarazione di Tony Azzopardi, il presunto spacciatore di Londra, che solo oggi sarà sottoposto ad un interrogatorio dalla polizia britannica. Queste le dichiarazioni del pusher rilasciate al “Mailonline”: “ Amy Winehouse acquistò 1.200 sterline di cocaina, crack ed eroina nella notte prima di morire. Io lo ho aiutata a trovare le sostanze”.

L’uomo, di 56 anni, sarebbe riuscito ad entrare in contatto con la star londinese proprio grazie all’ex marito di lei Blake Fielder-Civil ed ora ha deciso di parlare e di raccontare tutto per aiutare la famiglia Winehouse e per far trapelare così la verità su questa tragica vicenda.

Intanto anche l’ex marito della cantante Blake Fielder-Civil, ha deciso di rompere il silenzio ad una settimana dalla scomparsa dell’amata, pronto a raccontare dei retroscena della loro relazione: “Amy e io ci amavamo in modo insano e distruttivo, ma non puoi avere una relazione sentimentale se sei schiavo dell’eroina. Sei disposto a tutto per procurati la droga e trascorri metà del tuo tempo in prigione. Non è vita“.

Blake, continua raccontando di essere rimasto sempre in contatto con Amy e di averla sentita anche il giorno prima della sua scomparsa. Intanto prossimamente verrà trasmesso un documentario su Channel 5 il prossimo martedì, dal titolo “Amy Winehouse: The Untold Story”, in cui l’uomo racconta l’episodio del 2007 che li vide protagonisti a Soho, dove entrambi furono fotografati sporchi di sangue in seguito ad una lite; episodio che l’uomo ricorda così : “Avevamo litigato, ero fuori di me e ruppi una bottiglia per ferirmi. Per un assurdo senso di lealtà e amore, Amy fece la stessa cosa a se stessa”.

Una relazione sicuramente sopra le righe, come del resto lo è sempre stata la stessa Amy, anima fragile alla continua ricerca di un’isola felice dove approdare. Un’isola che, in parte, ha trovato nell’alcool trasformandola così nella sua distruzione. Proprio il pusher Azzopardi, dalle pagine della rivista “Mailonline”, continua il suo racconto affermando di aver incontrato Amy Winehouse nelle vicinanze di un pub “The Eagle” verso le 23.30 del 22 Luglio, la notte prima della tragica scoperta del corpo senza vita della cantante.
La versione del pusher sembra però contrastare con quella di diverse persone, che hanno invece raccontato di aver incrociato Amy, quella stessa notte, in un altro pub londinese, il “Good Mixer Bar”, un pub situato nella zona di Camden la stessa notte del 22 Luglio.

Chi avrà ragione?

Sicuramente nei prossimi giorni non mancheranno nuove indiscrezioni e rivelazioni sul caso della giovane Amy Winehouse, mentre una sola domanda rimbomba nelle nostre teste : “Perché Amy?Perchè?”

Emanuele Ambrosio

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