Flop di ascolti per Vittorio Sgarbi e la Rai chiude il programma

Flop di ascolti per Vittorio Sgarbi e la Rai chiude il programma

ROMA, 23 MAGGIO – Debutto flop per Vittorio Sgarbi su Raiuno con la trasmissione “Ora ci tocca anche Sgarbi“, che dopo una sola puntata viene sospesa dalla rete di Stato per ascolti bassissimi (8,27% di share in prima serata, nettamente al di sotto della media della rete). Sgarbi ha perso il confronto con tutte le altre trasmissioni sia di Raiuno che Mediaset : da “Chi l’ha visto” che vince la serata alle “Iene” e contro perfino la nuova fiction “I liceali 3” su Canale 5.

Forse la gente si è davvero scocciata di vedere sempre le stesse facce in televisione?

La decisione di sospendere immediatamente la trasmissione flop su Raiuno arriva dai piani alti ed è stata subito comunicata al critico d’arte che ha insaccato il colpo.

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La trasmissione ha aperto con una sigla catastrofica che rimandava alle immagini di molte delle calamità naturali e non solo che il mondo ha vissuto in questi ultimi anni: dal crollo delle Torri Gemelle del 2001 in America allo tsunami che ha colpito pochi mesi fa il Giappone, dai Buddha esplosi in Afghanistan fino al terremoto dell’Aquila, il tutto accompagnato dalle note di Dies Irae.

A seguire il monologo, di ben 22 minuti di Vittorio Sgarbi, che ha superato di ben due minuti quello di Roberto Saviano durante la prima di “Vieni via con me”, monologo che non sarà piaciuto al pubblico che ha deciso di cambiare canale facendo precipitare gli ascolti del programma.
Durante la trasmissione Sgarbi si è circondato di diversi personaggi : dal vescovo di Noto, Don Antonio Staglianò che è intervenuto sull’argomento della paternità, una capretta con cui ha ironizzato sul suo tormentone “capra, capra, capra”, poi una breve apparizione di Morgan, Gavino Ledda, quello di “padre padrone” per poi passare a Carlo Vulpio, uno degli autori del programma che ha argomentato sugli impianti eolici presente nelle campagne italiane, con particolare attenzione a quelle presenti in Puglia.

Il monologo, con cui apre il programma, Sgarbi lo dedica al tema della paternità, con un sottofondo di immagini che spaziano da Carmelo Bene a Walter Chiari, da Pasolini a Cossiga, da Buster Keaton (“Il Piero della Francesca del cinema”) a Federico Zeri su cui dichiara “Mi scuso per averlo maledetto”, fino a un volto noto al grande pubblico come quello di Renzo Arbore di “Quelli della notte”.

A sorpresa sul finale arriva in studio il figlio ventenne Carlo Brenner Sgarbi, che racconta del suo rapporto con Vittorio Sgarbi e di come lo riconosca come genitore e non come padre.

Immancabili le invettive, le liti e le critiche su cui, diciamolo chiaramente, Sgarbi ci ha creato una carriera televisiva.

Una di queste invettive è contro gli impianti eolici a cui due senatori del PD, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, hanno risposto in queste ore con un’interrogazione urgente al ministro Romani e hanno lasciato le seguenti dichiarazioni : «Ieri sera nella prima puntata del suo programma Vittorio Sgarbi si è prodotto in un monologo di attacco alle energie pulite, pieno zeppo di affermazioni false e di accuse del tutto inventate. Tutto ciò è inaccettabile e indecente, tanto più perchè ad ospitare questo spettacolo di quart’ordine, che ha registrato un flop clamoroso, è stato il servizio pubblico radiotelevisivo” – e hanno continuato dicendo – “Accanto a lui gli ha fatto da spalla il giornalista Carlo Vulpio, inanellando una serie di giudizi apodittici e male assortiti sul fatto che le energie rinnovabili sarebbero il male assoluto. Possiamo capire che Sgarbi, mentre emergono sue frequentazioni siciliane non proprio edificanti, come quella con Giuseppe Giammarinaro, il quale secondo la Divisione anticrimine di Trapani avrebbe condizionato l’attività amministrativa del comune di Salemi di cui Sgarbi è sindaco, cerchi di recuperare un po’ di immagine con un campionario delle sue abituali sparate. Possiamo comprenderlo, ma non capiamo perchè mai la Rai debba prestarsi a questo gioco, che ne umilia il ruolo di servizio pubblico chiamato a garantire un’informazione completa e non faziosa».

Sempre durante la trasmissione Sgarbi affronta le sue vicende giudiziarie, parla dell’inchiesta in corso del comune di Salemi che definisce come  «Una macchina costruita per ostacolare il programma» e da del traditore a Oliviero Toscani.
Diversi i temi e le cose non dette, ma è arrivato il momento dei saluti e di rimandare tutto alla prossima puntata.

Puntata che al momento non sarà mandata in onda.

VIDEO
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Emanuele Ambrosio

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