CDA RAI: “NO ALLE DOCUFICTION”. IL DISAPPUNTO DI SANTORO: “LA LEGGE NON LE VIETA”

CDA RAI: “NO ALLE DOCUFICTION”. IL DISAPPUNTO DI SANTORO: “LA LEGGE NON LE VIETA”

ROMA, 12 DIC. – “Nessuna legge vieta la docufiction” – con queste parole, Michele Santoro controbatte la disposizione giunta appena ieri da Mauro Masi, Direttore generale della Rai, con la quale si chiede a direttori e testate di non incorrere a docufiction o televoto, esclusivamente, nei programmi di approfondimento.
Ma Santoro non ci sta, semplicemente perché non esistono “leggi, sentenze o regolamenti di qualsivoglia autorità che impediscano di fare cronaca giudiziaria con l’uso di attori” – e precisa – “Mentre esistono chiare normative che impediscono l’uso del televoto o dei sondaggi su vicende giudiziarie non ci risulta che vi siano leggi, sentenze o regolamenti di qualsivoglia autorità che impediscano di fare cronaca giudiziaria con l’uso di attori. Siamo convinti di questo, così come siamo convinti che sia necessario tutelare il diritto di cronaca, la libertà di espressione e la creatività di ogni trasmissione. Riteniamo, quindi, che la questione non si possa risolvere emanando una circolare, ma che sia compito del CdA della Rai fare una valutazione approfondita. Per quanto ci riguarda, pur essendo già pronti a soddisfare con altri mezzi il bisogno di informazione del pubblico, siamo a disposizione per fornire tutti gli elementi utili a prendere la decisione migliore”.

Questi i toni con cui Santoro, ideatore e conduttore di Annozero su Rai Due, esprime disappunto ai contenuti della lettera di Masi, in base alla quale si vieta l’uso di docufiction e del televoto, soprattutto, su vicende giudiziarie in corso nei programmi di approfondimento informativo.
La comunicazione è arrivata all’indomani dell’ampio dibattito sull’informazione del servizio pubblico, svoltosi ieri in CdA. Spiega Mauro Masi: “In ossequio ai principi confermati, anche di recente, dalla Suprema Corte in tema di rivisitazione televisiva di fatti delittuosi oggetto di indagini o di processo e, al fine di garantire il rispetto della disciplina prevista dal ‘Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, tenuto altresì conto dell’orientamento espresso dal Consiglio di Amministrazione, a tutela dell’interesse dell’azienda, non è consentita la diffusione in qualunque trasmissione di approfondimento informativo del palinsesto Rai di cosiddette ‘docu-fiction’ e/o ‘docu-dramà o comunque ricostruzioni con attori, nonché televoti che abbiano ad oggetto tematiche connesse a procedimenti giudiziari in corso”

Rita A. Cirelli
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