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COLPO DI GRAZIA AL GENDER BENDER: L’INCURSIONE DI LET’S QUEER ALLA 7A EDIZIONE DEL FESTIVAL BOLOGNESE

BOLOGNA, 3 NOV. – Un piede (di donna?) con unghie smaltate rosa fluo spunta da un kimono bianco da karate: è l’immagine scelta per accompagnare “colpo di grazia”, la suggestione che segnerà la settima edizione del Gender Bender Festival, al via il 3 novembre a Bologna.

I percorsi proposti al pubbblico del festival che attraverseranno gli immaginari prodotti dalla cultura contemporanea legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale, convergeranno col dichiarato intento di infrangere lo stereotipo della donna in vetrina, nella doppia ed aberrante connotazione di corpo mercificato e vittima senza parola.

Let’s Queer non ha potuto sottrarsi alla sopracitata e sovraeccitante operazione di rottura con l’italianissima stigmatizzazione del femminile: venerdì 6 novembre contaminerà un angolo del Gender Bender, portando all’interno del festival la propria identificabile miscela di ludus&arte irriverenza&engagement.

Il salotto queer ospitato negli spazi underground di Arteria, proporrà nella prima parte della serata la proiezione dei cortometraggi della BADhOLE Video di Torino – l’h è scritta rigorosamente in piccolo perché è muta, si scrive all’inglese ma si legge alla piemontese: Badòle. Dietro questa sigla si è formato un gruppo di donne che nella vita fanno i lavori più disparati e che avendo un estremo bisogno di dar sfogo alla propria creatività, ma essendo pessime con il decoupage, sono diventate filmmaker part-time: usando il tono della commedia, producono cortometraggi caustici e ironici su diritti, lavoro e questione di genere.

Intervallata dal contributo chill out di DJ TRIPPY, la proiezione dei cortometraggi a firma BADhOLE sarà seguita da quella dei lavori di video art di KARIN ANDERSEN: il titolo della selezione, EVER CHANGING MOODS, delinea il tema dell’ibridazione da sempre al centro della produzione artistica della Andersen, declinato nei titoli in programma sul tema del genere e del suo attraversamento.

Ospite della sezione live sarà Lili Refrain, oneWomanGuitarBand romana le cui sperimentazione non riescono a prescindere da un’ insana passione per il loop e per i naufragi sensoriali che ne derivano: sul palco di Arteria, porterà il suo secondo lavoro solista, “9″.

A mezzanotte – l’ora delle streghe – il party prenderà un’irrimediabile svolta elettronica: la consolle della sala blu avrà il privilegio di ospitare la divina KAPS affiancata dalle nostre (let’s)queer LADYBIT&LEMP, mentre i suoni della sala rossa saranno affidati ad Automstaff e Modal nodes ad accompagnare l’evoluzione concreta di ADAMADAM, performance del collettivo GEOLOGIKA. Suoni e fisicità, rotture di genere e ricomposizioni di materici archetipi, sudore e terra cruda, dancefloor e cantieri performativi infestati, prenderanno pieno possesso degli spazi sotterranei fino alla chiusura del sabba.

Redazione

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