Califano smette di cavalcare la vita e chiede un aiuto allo Stato

Califano smette di cavalcare la vita e chiede un aiuto allo Stato

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ROMA, 9 NOV. – Povero e malato, tre mesi fa cade dalle scale e si lesiona tre vertebre, non  può più fare serate e così vede venir meno la sua principale fonte di reddito. Principale perché ogni sei mesi Franco Califano percepisce 10000 euro al mese dalla Siae, ma non gli bastano perché nonostante i tanti anni di successi e lauti guadagni non ha mai voluto acquistare un immobile, preferendo soggiornare in alberghi di lusso e residence. Oggi che si ritrova in difficoltà ha ritenuto di avere le carte in regola per richieder l’applicazione della legge Bacchelli, la norma che garantisce un vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni d’indigenza.

Califano ha trovato anche un appoggio parlamentare nel senatore Domenico Gramazio del Pdl “Presenterò al ministro Bondi la proposta nella quale chiedo di applicare a Califano la legge Bacchelli. Perché è un poeta che ha scritto alcune delle canzoni più belle della storia della musica leggera italiana e si trova in una situazione non florida”.

La notizia non è stata accolta favorevolmente dal Partito dei Pensionati che con il suo segretario, Carlo Fatuzzo, esprime “la propria contrarietà pur riconoscendone i meriti artistici e il lustro che ha portato al nostro Paese”.  Fatuzzo aggiunge che “L’artista dichiara di ricevere circa 20 mila euro l’anno, quindi 1.600 euro al mese, di diritti d’autore e avendo 72 anni e tanti decenni di carriera, con i relativi contributi versati, c’e’ da ritenere che goda anche di una pensione o che, se così non e’, potrebbe chiederla”. Sì alla pensione , no al vitalizio.

di Maria Scopece

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