THE COVE, LO SCONVOLGENTE DOCUMENTARIO SULLA MATTANZA DEI DELFINI NELLA BAIA DI TAIJI

THE COVE, LO SCONVOLGENTE DOCUMENTARIO SULLA MATTANZA DEI DELFINI NELLA BAIA DI TAIJI

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(a cura di Sara Marini) – Lo sconvolgente documentario sulla mattanza dei delfini che avviene nella baia di Taiji, cittadina giapponese sede di un museo sui cetacei, nato dal trentennale impegno di Ric O’Barry in difesa di questi sorprendenti mammiferi. O’Barry divenne il più celebre addestratore del mondo nel 1964 grazie alla serie televisiva Flipper, per conto della cui produzione catturò i cinque delfini femmina protagonisti degli episodi. Dopo aver svolto questa attività per dieci anni, uno choccante evento impresse una svolta alla sua vita. Un delfino femmina depresso scelse di andare a esalare l’ultimo respiro tra le sue braccia ed egli venne condannato a un periodo di detenzione con l’accusa di aver tentato di salvare un esemplare da laboratorio. Da allora O’Barry ha speso ogni sua energia per salvaguardare la libertà della specie animale dal cui sfruttamento egli stesso aveva tratto fama e ricchezza.

A un convegno sui mammiferi mammiferi avvenne l’incontro con il regista Louie Psihoyos che si interessò a Ric quando si scoprì che lo sponsor aveva cancellato il suo intervento mentre l’impresa narrata è stata finanziata e promossa dall’ Ocean Preservation Society di Jim Clark, professore di Stanford. Dopo numerosi fallimenti, O’Barry ha deciso di filmare gli eventi agghiaccianti che si svolgono a Taiji per ben sei messi l’anno organizzando una piccola ma agguerrita task force di professionisti. Si va dall’ex capo artigiano della Industrial Light and Magic ai campioni mondiali di free-diving, dai possessori di sofisticate attrezzature militari per il rilevamento notturno di presenze umane ai biologi.

Psihoyos segue i vani tentativi di raggiungere la baia, fotografare o riprendere la carneficina che si svolge all’insaputa dell’opinione pubblica ma solo una trovata geniale permetterà di aggirare l’agguerrita sorveglianza, coadiuvata dalla polizia e dalla mafia locale, che mette al riparo da spettatori scomodi un’attività che porta alla morte annua di 23mila animali. Venduti al prezzo di 150mila dollari al capo dopo l’accurata selezione degli addestratori o a 600 dollari, morti, per alimentare il mercato della carne di delfino, questi mammiferi sono vittime di pescatori, cacciatori e acquirenti occidentali con il benestare della delegazione giapponese alla International Whaling Commission. Intervistati per la strada, i nipponici affermano di non essere a conoscenza del fatto che la carne di delfino sia commestibile. Eppure ne vengono rifornite le mense scolastiche o la si vende spacciandola per carne di balena, malgrado la concentrazione di mercurio al suo interno sia così alta da renderla potenzialmente tossica. Il prodotto verrà ritirato dal commercio solo dopo che O’Barry irromperà in una riunione dell’IWC con uno schermo al collo che rimanda le immagini del lago di sangue che bagna le coste della baia di Taiji dopo una battuta di caccia…

Già premio Oscar 2010 e vincitore del premio del pubblico all’ultima edizione del Sundance Film festival, The cove ha incontrato forti resistenze in Giappone, dove le sale che lo proiettavano sono state oggetto di minacce terroristiche senza ottenere tutela o protezione da parte del governo locale. Commovente e agghiacciante, colpisce la mente e il cuore.

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