RAVENNA, LE OSTRUZIONI CORONARICHE FANNO MENO PAURA, NASCE “MAR-TIN”

RAVENNA, LE OSTRUZIONI CORONARICHE FANNO MENO PAURA, NASCE “MAR-TIN”

Conferenza Stampa di presentazione Mar-TinRAVENNA, 7 APR. Brevettato in Romagna “Mar-Tin”, uno stent coronarico (dispositivo utilizzato per dilatare le arterie coronariche ostruite), che eliminare i rischi di complicanze negli interventi di angioplastica. Lo hanno presentato, il 26 marzo presso Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignola, i due ricercatori che hanno lavorato al progetto, il dottor Aleandro Maresta, ravennate, direttore del Dipartimento di medicina e chirurgia cardiovascolare della stessa clinica appartenente al Gruppo Villa Maria, ed il dottor Antonio Ravaglioli, faentino, ricercatore dell’Istec Cnr di Faenza.

In apertura di conferenza, Aleandro Maresta, spiega la natura e il funzionamento degli stent coronarici, precisando che, “quelli di ultima generazione, denominati Des (Drug Eluting Stent), vengono caricati di farmaci particolari, che sono poi rilasciati lentamente nell’arteria”. Nel suo discorso, Maresta, dopo aver sottolineato il possibile rischio trombosi, causato dalla reazione al materiale di cui sono composti gli stent, spiega l’importanza della ricerca “di nuove leghe e nuove coperture, per ridurre, quanto più possibile, l’incidenza delle complicanze”. Il dottor Ravaglioli ha completato l’introduzione del collega illustrando la peculiarità del Mar-tin: “per non provocare reazioni avverse, lo stent è stato rivestito con una copertura nanometrica di Nitruro di Titanio, il metallo meglio tollerato dall’organismo umano”.

“Mar-Tin”, che prende il nome dal cognome dei ricercatori, unito alla formula chimica del Nitruro di Titanio, sarà prodotto e commercializzato dall’Ibs di Trieste (International Biomedical System Spa), cui è stata ceduta la proprietà. Intanto, da fine estate 2009, è partita la sperimentazione sull’uomo, che si concluderà entro giugno 2010. Otto i centri coinvolti, distribuiti fra Italia ed Europa, uno dei quattro in Italia è l’Ospedale di Santa Maria delle Croci di Ravenna.

Cristina Reggini

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