RIMINI, OMOFOBIA IN DISCOTECA: GIOVANE PICCHIATO A SANGUE PERCHÈ BACIAVA IL SUO COMPAGNO

RIMINI, OMOFOBIA IN DISCOTECA: GIOVANE PICCHIATO A SANGUE PERCHÈ BACIAVA IL SUO COMPAGNO


Rimini gay malmenato in discoRIMINI, 25 MAR.
– Gravissimi atti di violenza, carichi di omofobia, sono avvenuti a Rimini lo scorso 13 Marzo. Sono coinvolti almeno due buttafuori ed un agente di polizia.

Tutto ha inizio, quando, nella discoteca Mon Amour, un ragazzo 26enne inizia a baciare il suo compagno nel centro della pista; un buttafuori lo vede e lo avvicina, invitandolo a seguirlo all’ingresso del locale. Li inizia ad insultarlo con epiteti omofobi e minacce e, poi, chiamato un collega, lo colpisce ripetutamente provocandogli un trauma cranico e numerose lesioni al torace,e alla mano.

Spaventata dall’accaduto, la giovane coppia si è chiusa nel suo silenzio e non ha denunciato l’accaduto, questo fino alla decisione di contattare l’associazione Arcigay, che ha prontamente fatto in modo che i due avessero il necessario sostegno psicologico.

Tuttavia, quando le vittime si sono decise a recarsi dagli organi di sicurezza per denunciare l’accaduto, sono state oggetto di un ulteriore gesto di violenza psicologica, aggravato dal fatto che, questa volta, a compierlo era proprio un agente di polizia. Questi, infatti, si sarebbe rifiutato di scrivere che la causa dell’aggressione era stata un bacio tra due uomini e di definire il fidanzato come compagno, sostituendo la parola con quella di “amico”. Inoltre, avrebbe commentato l’accaduto affermando che, se non si fosse trattato di un bacio tra due uomini, non sarebbe successo niente.

Del caso si sta occupando un gruppo di avvocati che ruota attorno all’Arcigay di Bologna: “Quel che ci interessa in questa fase – ha chiarito Katy La Torre – è l’esatta configurazione del reato commesso. Per noi si tratta chiaramente di un caso di omofobia. Lo sosteniamo a ragion veduta. Non è escluso che venga anche sporta una querela per diffamazione e ingiurie per i pesanti apprezzamenti rivolti al ragazzo durante l’aggressione”.

A Rimini non sarebbe la prima volta che avvengono fatti del genere: “L’omofobia si annida in ogni spazio sociale – ha aggiunto Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay – alla base della cieca violenza in discoteca e del volgare rifiuto della polizia di definire un amore col proprio nome, ci sono la stessa ignoranza e lo stesso pregiudizio nel conoscere l’altro e nel rispettare la dignità di ogni cittadino. Questo grave episodio ci dimostra come non sia più rimandabile l’estensione della Legge Mancino per i reati d’odio anche ai casi che si basano sulla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere”.

Valeria Castellano

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