RIMINI, “RECCHIONE DI MERDA”: PICCHIATO DAL BUTTAFUORI PERCHÉ OMOSESSUALE

RIMINI, “RECCHIONE DI MERDA”: PICCHIATO DAL BUTTAFUORI PERCHÉ OMOSESSUALE

RIMINI, 23 MAR. “Recchione di merda!”, “non farti più vedere perché se no ti faccio male”. E mentre urlava queste parole, lo picchiava a calci e pugni. Questo è quanto è accaduto sabato 13 marzo alla discoteca Mon Amour di Rimini. La vittima è un giovane marocchino di 26 anni, aggredito da un buttafuori che lo aveva invitato a seguirlo fuori dal locale. La sua unica “colpa”, se tale può essere definita, è stata quella di aver dato un bacio al suo ragazzo mentre stavano ballando.

Il fatto è stato reso noto oggi dall’Arcigay, dopo la segnalazione della giovane coppia e la denuncia presentata alla polizia. Il magrebino, residente a Rimini, convive da due anni con un siciliano. Mentre stavano ballando, i due sarebbero stati avvicinati da un addetto alla sicurezza, che ha invitato il più giovane ad uscire dal locale. Una volta all’esterno il buttafuori avrebbe pesantemente insultato il marocchino, apostrofandolo con epiteti razzisti e omofobi e poi, insieme ad un collega, lo ha picchiato violentemente, colpendolo alla testa, al torace e alla mano, provocando alla vittima una lieve trauma cranico. Per giorni i due ragazzi si sono rinchiusi in casa, sotto choc per l’accaduto e impauriti per le possibili ritorsioni. Poi il 19 marzo, la coppia ha deciso di sporgere denuncia.

Proprio in Questura si è svolto il secondo atto di questa sconcertante vicenda: qui, secondo l’Arcigay, i due avrebbero subito un ulteriore violenza psicologica da parte di un agente di polizia. Il funzionario, rivolgendosi al ventiseienne, avrebbe affermato: “Se avessi baciato una donna, non ti sarebbe successo”, rifiutandosi poi di scrivere nel verbale che la causa dell’aggressione era stata un bacio tra i due fidanzati.

«Questa è una storia terribile di omofobia e pregiudizio. – ha affermato Maura Chiulli, riminese e membro della Segreteria nazionale dell’Arcigay – Da alcuni giorni siamo vicini alla giovane coppia e daremo loro ogni possibile aiuto psicologico e giuridico per restituire giustizia e per proteggerli dopo quello che hanno vissuto».

Paolo Patané, presidente dell’Associazione ha invece auspicato rapidi interventi legislativi per punire casi come questo: «Questo grave episodio ci dimostra come non sia più rimandabile l’estensione della Legge Mancino per i reati d’odio anche ai casi che si basano sulla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere».

Fabio Tamburrini

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