CASO SARTINI: FORSE È STATA LA STESSA ELISA A GUIDARE VERSO LA MORTE

CASO SARTINI: FORSE È STATA LA STESSA ELISA A GUIDARE VERSO LA MORTE

RAVENNA, 19 NOV. “Non era la prima volta che decideva di guidare lei, sostituendosi al ragazzo quando questo aveva alzato un po’ troppo il gomito”. Così interviene l’avvocato Sergio Bianchi

riguardo alle ultime ipotesi di indagine sulla morte di Elisa Sartini. All’indomani dell’interrogatorio fatto al fidanzato della 24enne di Cervia, annegata il 3 novembre nel canalino di Milano Marittima, emerge una possibile nuova versione dei fatti: alla guida del pick up finito nel canale poteva esserci stata la stessa vittima.

Il fidanzato, D.M., muratore 29enne che si trovava nell’auto con Elisa, racconta ricordi confusi dallo stato di choc in cui ancora si trova: era solo qualche settimana che i giovani erano tornati insieme, dopo una pausa da un rapporto durato due anni, e quella sera avevano deciso di recarsi alla spiaggia, in un punto in cui i surfisti sono soliti controllare il mare e l’onda. Al momento di rincasare Elisa avrebbe deciso di porsi alla guida del veicolo, consapevole che il fidanzato aveva bevuto più di lei. La dinamica dell’incidente D.M. non riesce proprio a ricostruirla, ma l’ipotesi che fosse Elisa la conducente dell’auto è supportata dal fatto che il ragazzo non incontrò grossi problemi ad uscire dal veicolo, appoggiatosi nel canale sul lato del guidatore. Dopo aver recuperato il corpo di Elisa, non senza difficoltà, e dopo aver tentato invano di rianimarla, il fidanzato sarebbe andato a cercare soccorsi.

Queste nuove ipotesi potrebbero sollevare, certo, il giovane dalla diretta responsabilità del sinistro, ma le responsabilità tecniche di chi avrebbe dovuto mettere in sicurezza il sito dove esso è avvenuto sono ancora da chiarire: a proteggere il molo c’è un muretto alto circa 60 centimetri e lungo 40 metri, il veicolo si sarebbe catapultato nel canale proprio oltre tale protezione, dove non esiste alcuna segnalazione di pericolo.

Anna Minutillo

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