REGGIO EMILIA, DEVASTA CASA DELL’EX NUORA. TERMOSIFONI DIVELTI E LAMPADARI IN PEZZI PER 40MILA EURO DI DANNI

REGGIO EMILIA, DEVASTA CASA DELL’EX NUORA. TERMOSIFONI DIVELTI E LAMPADARI IN PEZZI PER 40MILA EURO DI DANNI

REGGIO EMILIA, 22 GEN. – Sarà anche vero che le suocere sono l’incubo delle nuore. Ma a Reggio Emilia l’incubo, di proporzioni devastanti, si è materializzato con il suocero.
Una donna di trent’anni, dirigente d’azienda in città, si è vista devastare l’abitazione da un tifone caraibico chiamato suocero. Il padre dell’ex marito, dal quale la donna si era separata per maltrattamenti e stalking, ha sfogato la sua disapprovazione distruggendo ogni cosa che incontrava sul suo passaggio. Termosifoni divelti, televisore di 50 pollici gettato a terra e riempito d’acqua, lampadari staccati dalle pareti, elettrodomestici distrutti. I danni stimati sono all’incirca di 40.000 euro. E ora l’uomo è indagato per danneggiamento.

I carabinieri, che inizialmente pensavano al marito della donna come autore della devastazione dell’appartamento, in seguito sono risaliti al suocero grazie alle tracce di dna lasciate sul luogo dell’accaduto.

I due coniugi si erano sposati nel maggio 2008. Ma dopo appena sei mesi di matrimonio sono iniziate le violenze da parte del marito. Da qui la decisione della donna di avviare le pratiche per il divorzio. Ma all’inizio del 2009 la donna aveva deciso di dare una seconda possibilità al marito, riaccogliendolo in casa. Ma le scene di violenze si sono ben presto ripetute, tanto da indurre la moglie a continuare le procedure di separazione.

Ed ecco pronta la vendetta del padre dell’uomo. Non tanto come atto persecutorio ma, secondo gli inquirenti frutto di un preciso disegno. Infatti poiché il marito della vittima del gesto è stato allontanato dal tetto coniugale per via di un provvedimento del giudice, non potrà rivendicare nessun diritto su quel bene immobile che probabilmente anch’egli ha contributo ad acquistare. Da ciò l’insana azione del padre. Come si può dedurre, d’altronde, anche dal messaggio urlato dall’uomo alla sua ex nuora: «Se non sarà più casa di mio figlio, allora non sarà più nemmeno la tua».

Vincenzo La Camera
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