FIDENZA, COMMERCIALISTA GAMBIZZATO: SGOMENTO E INCREDULITÀ IN CITTÀ

FIDENZA, COMMERCIALISTA GAMBIZZATO: SGOMENTO E INCREDULITÀ IN CITTÀ

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FIDENZA, 22 APRILE Avrebbe agito in preda a un impeto d’ira Francesco Nicastro, ex muratore 50enne residente a Busseto, che alle 8 di questa mattina è entrato nello studio del commercialista 60enne Giovanni Ametrano, ferendolo alle gambe con 3 colpi di pistola. Subito dopo il folle gesto, Nicastro si è recato in una caserma dei Carabinieri e si è costituito. Ametrano, soccorso tempestivamente dal personale sanitario del 118, ora è ricoverato in ospedale: le sue condizioni fisiche non destano preoccupazione.

Stamattina, mentre parlava con la segretaria e un socio del suo studio, Ametrano ha sentito pronunciare il suo nome e, dopo essersi voltato, è stato colpito alle gambe dagli spari che provenivano dalla pistola semiautomatica di Nicastro. Il collega di Ametrano, a sua volta minacciato dall’ex muratore, è riuscito a evitare la furia di quest’ultimo barricandosi nel suo ufficio. Consapevole del reato appena commesso, Nicastro si è immediatamente consegnato alle forze dell’ordine ed è stato a lungo interrogato dal pm Adriana Blasco e dal comandante della Compagnia carabinieri di Fidenza Savino Di Scanno; a loro Nicastro avrebbe assicurato di non avere avuto intenzioni omicide, ma di aver voluto solamente ferire la vittima.

Il risentimento di Nicastro verso Ametrano, suo commerialista, ha origine da uno studio di settore condotto recentemente dalla Finanza, che ha portato alla luce una serie di pendenze dell’ex muratore nei confornti del Fisco. Convinto di essere vittima di un complotto perpetrato dall’erario e dai suoi commercialisti, Nicastro ha cominciato a minacciare questi ultimi, fino al raptus di questa mattina e al ferimento di Ametrano.

A questo proposito Franco Cavallini – il socio di Ametrano scampato alle pallottole – ha dichiarato: «Lo conosciamo da molti anni e non aveva mai dato segnali di squilibrio. L’unica cosa, a cui sinceramente non avevamo mai dato peso, è che identificava il nostro ruolo con quello dell’erario. “Siete d’accordo con lo Stato”, ci aveva ripetuto più volte, ma non avevamo mai dato peso alle sue parole. Nessuno poteva ipotizzare questa reazione».

Se per Ametrano, trasportato all’ospedale di Vaio e immediatamente sottoposto alle cure mediche, la prognosi è decisamente tranquillizzante; per Nicastro, attualmente recluso nel carcere di via Burla, l’accusa è di tentato omicidio.

Sara Deriu

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