Lo scioglimento del Crufer

Lo scioglimento del Crufer

“Autosospensione”, così recita un comunicato dello scorso 4 giugno con cui il Comitato Utenti Ferrovie della Regione Emilia–Romagna (CRUFER) ha annunciato, di fatto, lo scioglimento, vicenda oggetto di un’interrogazione presentata oggi dal Consigliere del PdL Andrea Pollastri (PdL).

Istituito dalla legge 30 del 1998, il CRUFER è nato ufficialmente nel 2005. Per tre anni, ha lavorato in stretta collaborazione con l’Assessorato Regionale alla Mobilità e Trasporti con cui, nel 2008, furono condivisi gli orari ferroviari.

In seguito, però, le Associazioni che ne fan parte hanno iniziato a denunciare un crescente “assolutismo decisionale” della Regione che ha portato il CRUFER ad esser sempre più inascoltato, sino a che, nel 2011, una nuova legge ne ha ridotto drasticamente i compiti da “funzioni consultive, di verifica e proposta per la qualità del servizio di trasporto pubblico e in particolare in merito alla Carta dei Servizi”, come recitava il testo del 2008, a mere “funzioni consultive”.

Per tutelare le proprie prerogative il CRUFER è dovuto addirittura ricorrere al Difensore Civico.
Questo muro contro muro ha portato al gesto estremo dello scorso 4 giugno.

La storia del CRUFER, in realtà, è da sempre stata caratterizzata da luci ed ombre: al coinvolgimento attivo, che ha portato all’accoglimento di alcune istanze favorevoli ai viaggiatori, ha fatto da contraltare un atteggiamento giudicato troppo morbido e, talvolta, addirittura supino all’Assessorato Regionale ai Trasporti, che ha portato alla rottura alcune Associazioni più critiche, come l’Associazione Pendolari di Piacenza.

“Il CRUFER – spiega Pollastri – è vittima della chiusura dell’Assessorato ai Trasporti che, alcuni anni fa, aveva portato all’uscita di alcune Associazioni, giustamente, non disposte al compromesso. Malgrado i limiti più volte denunciati dal centro-destra il CRUFER rappresentava comunque una forma di garanzia e tutela per i pendolari: è quindi necessario ristabilire una forma di dialogo con le Associazioni Pendolari, questa volta senza escluderne nessuna.”

“È in arrivo il nuovo Bando Regionale per l’affidamento del trasporto ferroviario – prosegue – il ruolo di vigilanza e controllo degli utenti è più importante che mai.”

“Per questo – chiosa – con un’interrogazione, ho inteso sollecitare la Giunta Regionale affinchè chiarisca quali siano le forme di partecipazione previste, in particolare relativamente ad orari, tempi di percorrenza, cancellazioni programmate, qualità del servizio, puntualità, Carta dei Servizi.”

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