Emilia Romagna, il pericolo siccità minaccia la Regione

Emilia Romagna, il pericolo siccità minaccia la Regione

BOLOGNA, 22 MARZO – Il pericolo siccità cui potrebbe essere soggetto nei prossimi mesi estivi anche il territorio emiliano romagnolo a causa della scarsità di precipitazioni che, a parte la quantità di neve arrivata in tempi molto brevi, si è avuta in tutto il Centro Nord Italia, è oggetto di un’interrogazione presentata in Regione da Alberto Vecchi (Pdl).

Un “interessantissimo indicatore” per valutare il fenomeno, suggerisce il consigliere, è il bacino di Ridracoli. “L’invaso normalmente a fine marzo invasava sui 30 milioni di metri cubi, mentre oggi ne invasa 18 milioni di metri cubi, quindi poco più della metà, nonostante tutta la neve che abbiamo visto precipitare nel mese scorso”. Per la Provincia di Bologna, osserva ancora Vecchi, le precipitazioni cumulate nel mese di febbraio hanno visto un livello complessivamente nella media sulla gran parte del territorio provinciale, con addirittura più precipitazioni sulla zona pedemontana, in particolare a ovest a causa della neve, ma hanno visto un “deficit” precipitazioni molto importante nell’Alto Appennino”,al di sotto di “decine, se non addirittura centinaia di millimetri, rispetto alla media dello stesso mese di febbraio”.

“Se questi dati saranno confermati, non credo – osserva il consigliere del Pdl – che basterà un eventuale anticipo delle misure che normalmente si prendono d’estate: l’invito o la diffida nei confronti dei cittadini a innaffiare i giardini, o il divieto di prelievo dai corsi d’acqua per uso agricolo, in quanto si tratta di misure puramente emergenziali, ma occorre evidentemente ben altro”.

Vecchi chiede pertanto alla Giunta regionale qual è l’attuale situazione della soglia delle falde acquifere nella nostra Regione, dato che – sottolinea – dovrebbe essere fornito semestralmente dall’Arpa. La Regione – chiede ancora – conferma il dato che le precipitazioni cumulate nel mese di febbraio, avrebbero visto un livello complessivamente nella media sulla gran parte del territorio regionale, ma con un deficit molto importante nell’Alto Appennino?

L’esponente del Pdl vuole poi sapere se corrisponde al vero che l’indice standardizzato delle precipitazioni a 6 mesi porta alla conclusione di un deficit definito “severamente siccitoso”; se sono stati predisposti dalle varie Province, con il Coordinamento della Regione, dei sistemi per invasare l’acqua per garantire un equilibrio idrico complessivo.

Da ultimo Vecchi domanda all’esecutivo regionale quali iniziative s’intendono attivare per gestire al meglio la risorsa acqua, tenuto conto che presumibilmente dovremo affrontare un anno di grave carenza idrica e non è più opportuno tenere conto della ” serie storiche”.

Red.

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