Emilia Romagna, bocciato il test antidroga per la Casta

Emilia Romagna, bocciato il test antidroga per la Casta

BOLOGNA, 01 FEBBRAIO – L’Assemblea ha votato a maggioranza il non passaggio al voto (che equiivale a una bocciatura) del progetto di legge presentato da Fabio Filippi (Popolo della libertà), che ha per titolo “Test tossicologico per i consiglieri regionali e i componenti della Giunta della Regione Emilia-Romagna“. Lo ha stabilito il voto della maggioranza dei consiglieri (favorevoli: Pd, Idv, FdS, Sel-Verdi e Misto; contrari: Pdl, Lega nord, Mov5stelle, Udc) che ha approvato un documento presentata da Antonio Mumolo (Pd).

L’aula ha anche bocciato una risoluzione, sottoscritta da Pdl (primo firmatario Fabio Filippi), Lega Nord e Udc, che impegnava la Giunta regionale a prevedere il test antidroga per consiglieri e assessori. Il testo partiva dalle premesse che la Regione “condanna la cultura e l’utilizzo delle sostanze stupefacenti”, “pericolose per la salute” e “causa di danni gravissimi, quando non irreversibili”, e che “chi amministra e ricopre ruoli di carattere pubblico deve obbligatoriamente dare prova di responsabilità e coerenza nei confronti della collettività”. Il documento, che oltre al voto favorevole dei firmatari, ha ottenuto il sì del Mov5stelle, è stato bocciato per il voto contrario di Pd, Idv, Sel-Verdi e FdS, astenuto il gruppo Misto.

La richiesta del Pdl

Il progetto di legge intendeva impegnare “in modo vincolante” consiglieri e assessori a sottoporsi al test tossicologico. La motivazione è quella di favorire la massima trasparenza nei comportamenti di chi assume ruoli di carattere pubblico, postulando “il dovere di operare per il bene comune, compreso il contrasto alla diffusione delle droghe”. Nella relazione di accompagnamento, Filippi scrive che “chi ricopre cariche pubbliche e fa uso di droghe è fortemente ricattabile, è quindi a rischio la stabilità del sistema”.

L’art. 1 prescrive le modalità e le procedure del test obbligatorio nonché l’eventuale ripetizione entro 96 ore, l’art. 2 prevede gli effetti dei risultati ottenuti, fino alla decadenza dalla carica, alla perdita degli emolumenti e alle condizioni vincolanti per un’eventuale ricandidatura.

CS

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