CHINA: 5 GIORNI PER FARE LE VALIGIE, TUTTA COLPA DEI 30MILA EURO CHE MARRAZZO NON HA DATO A BRENDA

CHINA: 5 GIORNI PER FARE LE VALIGIE, TUTTA COLPA DEI 30MILA EURO CHE MARRAZZO NON HA DATO A BRENDA

Entro 5 giorni  Edson Menez Vasconcelos, in arte China, dovrà lasciare l’Italia. Il trans risulterebbe testimone nell’inchiesta sul caso Marrazzo e sulla morte di Brenda.
ROMA, 2 DIC. – Stamene però Laura  D’Alessandro, Giudice Monocratico, ha convalidato l’arresto emesso dalla polizia dopo avere accertato che China non aveva ottemperato all’ordine di espulsione dal territorio italiano disposto dal questore di Roma il 20 novembre scorso.
All’espulsione si oppongono i difensori Manuela e Cristiano Pazienti, che sostengono che China, come il trans Natalie, può essere considerata testimone di giustizia. Convalidato l’arresto, il giudice ha rinviato il processo per l’accusa di non aver ottemperato all’ordine dell’autorità amministrativa al 19 gennaio prossimo. Si è disposto, quindi, che il trans possa rientrare in Italia in occasione del giudizio.
L’arresto di China era stato disposto ieri dagli agenti del commissariato Flaminio Nuovo, in merito ad una rissa accaduta giorni fa con dei romeni. Da un controllo fatto è risultata l’esistenza del provvedimento di espulsione e da qui il fermo di China.
Il suo interrogatorio è durato tre ore: China è stata così ascoltata dal Procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli, nella speranza di poter ricostruire le ultime ore di vita di Brenda.
Purtroppo, dagli elementi rilasciati dalla trans, i magistrati non hanno ritenuto attribuirle la qualifica di testimone di giustizia. Sembra sia emerso che China, davanti ai magistrati, non abbia fornito la stessa versione sostenuta in una trasmissione televisiva, in cui avrebbe dichiarato che Brenda aveva ricevuto 30mila euro da Piero Marrazzo.

NATALI’ AGGREDISCE FOTOGRAFO. Domenica scorsa, invece, Simone Ferraro, fotografo dell’agenzia Gmt, stava realizzando un servizio fotografico per il quotidiano Il Tempo in via Gradoli, notando Natalie le ha scattato alcune foto. Natalì si è quindi avvicinata al fotoreporter aggredendolo, graffiandolo ad una mano e strappandogli via la macchina fotografica scaraventandola a terra e distruggendola.
Stamattina, lo stesso Ferraro ha presentato denuncia a sfavore del trans.

BRENDA NON SI E’ SUICIDATA. La madre di Brenda è giunta a Roma nei giorni scorsi. Esclude  e rifiuta  qualsiasi ipotesi di suicidio. Chiede alla Magistratura di far luce sulla morte del figlio: semplicemente la verità. Come ogni madre vorrebbe: “L’unica cosa che so è che mio figlio non si sarebbe mai suicidato” – dice nell’intervista rilasciata al programma Porta a Porta – “È cresciuto in una famiglia evangelica e da sempre aveva la convinzione che un giorno avrebbe chiesto perdono per quello che ha fatto. Era allegro, voleva vivere e amava la vita: non so cosa sia successo ma voglio che la giustizia lo scopra”.

LA SALMA DI BRENDA. Per mano dei suoi legali, la madre di Brenda ha lanciato un appello ad Alemanno, sindaco di Roma. “Una richiesta al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, affinché con un gesto di solidarietà, vicinanza e umanità faccia in modo che la famiglia possa ricongiungersi in Brasile. Chiediamo che il Comune si occupi delle spese per il rimpatrio della salma di Brenda; un gesto simbolico da parte di Roma, città di cui Del(ossia, Brenda) era cittadino” – parole dell’avvocato Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, i due legali che rappresentano la famiglia di Brenda.
Gli stessi avvocati hanno preannunciato il deposito di una “memoria con tutto ciò che può essere utile all’inchiesta”.
Finora, essun nulla osta da parte della procura per la restituzione della salma di Brenda, proseguono gli accertamenti medico-legali”.

Rita A. Cirelli

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