Luca Di Nicola è morto per il Coronavirus

Luca Di Nicola è morto per il Coronavirus
Luca Di Nicola è morto per il Coronavirus

La morte di Luca di Nicola, il cuoco italiano morto a Londra martedì scorso continua a tenere banco. Il diciannovenne di Nereto è deceduto  per una polmonite fulminante. Dopo molte incertezze il padre Mirko ha confermato che il giovane aveva contratto il coronavirus.  “Il mio Luca è risultato positivo al coronavirus”, ha affermato il genitore. La famiglia del ragazzo ha ricevuto nelle ultime ore una mail dalle autorità mediche britanniche in cui si dice che, dopo un tampone post-mortem, Luca è risultato positivo al Covid-19 in un contesto medico già problematico dovuto “all’influenza e a un’infezione ai polmoni”.

Nessuna patologia pregressa

Luca Di Nicola non aveva alcun tipo di patologia pregressa, confermano i famigliari, ciononostante il Covid-19 se lo è portato via. Il ragazzo è stato male una settimana, ma il medico di base gli aveva detto “che era giovane, forte e che non si doveva preoccupare di quella brutta influenza”, somministrandogli del paracetamolo.

Come racconta la zia, martedì sera “Luca aveva dolori al petto. Poi la madre ha notato che aveva le labbra viola e poco dopo è collassato. Hanno chiamato l’ambulanza, lo hanno rianimato ma i polmoni erano collassati, pieni di acqua e sangue. L’hanno intubato e subito ricoverato in terapia intensiva al North Middlesex Hospital di Londra. Ma dopo mezz’ora, intorno alle 7 di sera, Luca è morto. Senza aver fatto neanche una lastra prima”.

Preoccupazione per i famigliari di Luca Di Nicola

Vi è ora preoccupazione per la mamma di Luca Di Nicola, Clarissa e il suo compagno Vincenzo. Anche loro continuano ad avere gli stessi sintomi del ragazzo. Dopo la morte di Luca, i medici hanno detto di autoisolarsi per due settimane, somministrando anche stavolta paracetamolo. La coppia per ora sta bene e le loro condizioni sembrano stazionarie. Rimane il grande interrogativo: Luca poteva essere salvato? La famiglia vuole delle risposte e di certo non si fermerà qui.

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