Sardegna: domenica di fuoco a San Teodoro e Flumini

Ieri nuovi roghi a Decimoputzu e Capoterra, bruciano più di 1.800 ettari

Sardegna: domenica di fuoco a San Teodoro e Flumini

CAGLIARI, 17 LUGLIO – Una domenica di fuoco in tutta la Sardegna. La situazione più drammatica si è registrata a San Teodoro, con ustionati tra le forze in campo e circa 800 persone evacuate, tra residenti e turisti. Anche a Flumini un incendio ha impegnato per ore vigili e aerei.

La Provincia di Olbia-Tempio sta predisponendo gli atti per la dichiarazione dello stato di crisi. Ieri nuovi roghi si sono registrati tra Decimoputzu e Vallermosa e a Capoterra.

IL BILANCIO COMPLESSIVO DEGLI INCENDI

Circa 1.000 ettari di macchia mediterranea in fumo a cavallo tra Ottana e Bolotona, in provincia di Nuoro; 700-800 ettari nel territorio di San Teodoro, in Gallura: questo un primo esame dei danni della giornata di fuoco che ieri ha provocato il panico nel centro-nord Sardegna, costringendo almeno 800 persone, tra residenti e turisti, ad abbandonare case e spiagge minacciate dalle fiamme. Un bilancio reso ancora più ponderoso dai cinque feriti rimasti ustionati mentre tentavano di delimitare l’avanzata degli incendi. Durante la notte sono stati trasferiti a Sassari, al Centro grandi ustioni, un operaio di Budoni e un volontario della Protezione civile di Olbia, rimasti feriti nell’esplosione di un container a Badualga, mentre rimane ancora in Rianimazione, in prognosi riservata, il responsabile della Protezione civile di Olbia, Giuseppe Budroni.

Tre Canadair schierati in Sardegna hanno operato sino al primo pomeriggio per la bonifica delle campagne di San Teodoro. Il sindaco di San Teodoro, Tonino Meloni, facendo il punto della situazione in un vertice convocato in Municipio riferisce: «Nonostante i limitati mezzi che avevamo a disposizione, siamo stati in grado di evacuare le persone senza grosse difficoltà e ad allestire un centro di raccolta in grado di prestare assistenza ai turisti e alla popolazione evacuata. E aggiunge: «Da una prima ricognizione sembra che il fuoco non abbia distrutto alcuna abitazione, anche se le fiamme hanno lambito i giardini di diverse villette e alberghi».

Pronta la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi per il comune gallurese, appoggiata anche dalla Provincia di Olbia e Tempio.

POLEMICHE SULL’INTERVENTO DEI CANADAIR

Scia di polemiche per l’intervento dei Canadair, ritenuto tardivo dagli amministratori locali. Il sindaco Meloni evidenzia che: «Se uno dei Canadair non si fosse guastato e gli altri due di Olbia fossero venuti direttamente a San Teodoro, l’incendio – – non si sarebbe esteso così tanto». Punta il dito contro l’organizzazione della Protezione civile anche il deputato del Pd Giulio Calvisi che ha presentato un’interrogazione urgente chiedendo al Governo di riferire in Parlamento. Replica repentinamente la Protezione civile: «Il sistema di gestione e coordinamento potrà sempre essere migliorato, ma fino a oggi sono sempre stati messi in campo tutti i velivoli a disposizione perché l’obiettivo di tutti nella lotta agli incendi boschivi è quello di preservare l’intero patrimonio italiano, di cui quello sardo è una parte».

NUOVO ELITANKER

Fedele Sanciu, il presidente della Provincia gallurese, ha comunicato che il capo della Protezione civile Franco Gabrielli ha assicurato la sua presenza in Gallura mercoledì 18 per un sopralluogo sulle aree devastate dalle fiamme. L’assessore all’Ambiente Pietro Carzedda fa inoltre sapere che Gabrielli ha autorizzato l’arrivo da domani mattina di un nuovo elitanker che sarà di stanza all’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, in affiancamento ai due canadair.

NUOVO ALLARME

L’emergenza ieri si è dislocata nel Sud Sardegna, con roghi che hanno raggiunto i giardini di alcune abitazioni nel Sulcis e l’aeroporto militare di Decimomannu (Cagliari).

L’INFERNO DI FLUMINI

A Flumini di Quartu le fiamme sprigionatesi in un terreno con sterpaglie avevano danneggiato due abitazioni e un’auto, senza alcun ferito ma tanto spavento,  mentre, nell’oristanese sono andati in fumo 60 ettari. L’operazione di messa in sicurezza delle aree colpite ha richiesto molte ore e lavoro ed è stata terminata solo a fine mattinata.

Maria Francesca Cadeddu
m.francesca1011@gmail.com

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