Milano e Licata piangono il vigile travolto: Niccolò era un uomo buono

Milano e Licata piangono il vigile travolto: Niccolò era un uomo buono

MILANO, 14 GENNAIO – Si chiamava Niccolò Savarino ed aveva 42 anni il vigile urbano barbaramente travolto ieri a Milano nell’adempimento del suo dovere. Non era nato a Milano Niccolò, vi si era trasferito giovanissimo dalla Sicilia, dalla provincia di Agrigento da cui era salito al Nord in cerca di un’occasione di costruirsi una vita, ambientandosi fino a finire per essere considerato uno del posto.

Abitava a Rhò insieme al fratello, che lascia come la fidanzata, mentre i genitori erano rimasti nel piccolo paesino nelle vicinanze di Licata. aveva cominciato da impiegato comunale, finendo per vincere un concorso interno e passare a fare il vigile urbano da una decina d’anni , guadagnandosi la stima di colleghi e cittadini del quartiere in cui generalmente prestava servizio: “posato e competente” sono i due termini più ricorrenti usati per definirlo. Si potrebbe persino pensare che il lavoro di vigile fosse un modo in più di sentirsi utile, di rendere un servizio alla comunità. non amava pubblicizzarlo ma prestava regolare opera di volontariato Niccolò, assisteva i disabili servendo in un’associazione, è lo stesso collega che lo definiva “una persona splendida” a svelarlo; il collega ed amico che aveva scoperto come facesse assistenza anche alla sorella handicappata che era seguita da quella stessa associazione.

Si chiamava Niccolò Savarino ed è rimasto morente sull’asfalto, senza che nessuno potesse farci nulla, ucciso senza che sia possibile nemmeno darsi una spiegazione, per quanto inutile, del perché.

Matteo Borile – Publisher Italia

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