Fiamme al Bambin Gesu’ di Roma, pomeriggio di paura

Fiamme al Bambin Gesu’ di Roma, pomeriggio di paura

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ROMA, 6 NOV. – 48 intossicati, uno è grave, e sei bambini trasferiti. Questo un primo bilancio dell’incendio sviluppato ieri all’Ospedale dei bimbi di Roma, Bambin Gesù.

Dopo 12 ore solo ora riapre l’ospedale. Scene di panico e tanta paura. A causare l’incendio forse un corto circuito.NMa a far salire la rabbia il fatto che l’allarme secondo quanto oggi riportato da giornali e agenzie di stampa non sarebbe scattato e, secondo invece i presenti, le vie di fuga erano bloccate; insomma ci sarà da fare chiarezza, per una vicenda che investe un ospedale d’eccellenza del Vaticano.

Un rogo nel primo pomeriggio (circa le 15.25) di ieri si è sviluppato in un ufficio attiguo alla rianimazione dove dieci bimbi erano ricoverati. Attimi terribili, ma per fortuna le fiamme sono state subito domate dal personale del nosocomio vaticano.

Le mamme e gli infermieri hanno preso in braccio i piccoli pazienti per trarli in salvo e i medici che soccorrevano genitori in apprensione; qualcuno ha rotto le finestre per far uscire il fumo denso.
Reazioni dal mondo politico: “bel miracolo”, ha detto il sindaco Gianni Alemanno in visita.
All’ospedale si è recato in serata anche il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, visitando il reparto, ormai evacuato, interessato dall’incendio. Un sopralluogo del quale riferirà al Papa, che ha seguito la vicenda.

A creare maggiore panico è stato il fumo, piuttosto che le fiamme.
48 alla fine gli intossicati, per il 118. Non sono bimbi in rianimazione che, essendo intubati, non hanno respirato il fumo.
Tra gli intossicati c’è un ‘codice rosso’, che è stato condotto al San Camillo, mentre una donna incinta è ricoverata in ‘codice giallo’ al Policlinico Umberto I. Altre sette persone sono state trasportate all’ospedale Pertini, 11 al Sant’Andrea, 12 al Sant’Eugenio, 9 al Gemelli (tra cui i due bimbi intubati), 2 al San Camillo, 3 all’Aurelia Hospital, due al Santo Spirito.

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“Per circa un’ora – ha raccontato la nonna di una neonata ricoverata – abbiamo assistito a scene terribili: i medici e gli infermieri portavano i bambini dalla rianimazione ad altri reparti, c’era un gran caos, le mamme dei piccoli urlavano e piangevano”.

Problemi, forse, all’allarme antincendio: molti dei parenti dei bambini affermano di non aver sentito l’allarme antincendio.
“In molti non l’hanno sentito, io non ho visto uscire neanche l’acqua dagli impianti” ha raccontato una mamma.
Le indagini sulle cause, affidate a vigili del fuoco e polizia giudiziaria, non escludono nessuna ipotesi.
Le fiamme si sono sviluppate in un ufficio, dove non sono presenti macchinari dunque oltre al corto circuito viene ritenuta possibile anche l’ipotesi accidentale o della disattenzione.
Pronta è scattata la macchina dei soccorsi: i mezzi dei vigili del fuoco sono arrivati nell’immediatezza, le ambulanze hanno fatto la spola con gli altri ospedali; gli intossicati sono stati trasportati anche con bus del trasporto pubblico.

La presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che è accorsa all’ospedale subito, ha tenuto a sottolineare che “l’intervento è stato immediato: pompiere, forze dell’ordine e 118 hanno agito in sei minuti, per cui il servizio ha funzionato in modo straordinario. Il reparto è comunque in pessime condizioni, muri neri, odore come di plastica bruciata e ambienti pieni di acqua”.

di Manlio Scimeca

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