LAZIO-ROMA: 10 ARRESTI E 12 FERITI NELLA GUERRIGLIA POST DERBY

LAZIO-ROMA: 10 ARRESTI  E 12 FERITI NELLA GUERRIGLIA POST DERBY

Scontri nel corso del derby Lazio - RomaROMA, 20 APR. – La sfida all’Olimpico tra Lazio e Roma, poteva finire in tragedia. Al termine della partita, fuori dallo stadio, gli scontri tra tifoserie rivali, si sono conclusi con 10 arresti e 12 feriti, tre dei quali accoltellati.Sequestrato dalla Digos materiale pericoloso: mazze, bastoni, accette, martelli, coltelli, torce e caschi. Oggi, durante la conferenza stampa in questura, Lamberto Giannini, dirigente della Digos di Roma, dopo aver dichiarato di aver ricevuto l’allerta da parte dell’Aisi, di una forte tensione tra i gruppi più violenti delle due tifoserie, ha spiegato che sono state portate avanti tre operazioni distinte.

La prima è scattata nei giorni precedenti il derby, quando è stato segnalato un tifoso ultrà laziale, già noto alle forze dell’ordine. Il tifoso, di Napoli, aveva lasciato la propria auto ad un amico, che dopo un pedinamento è stato fermato, mentre con altre tre persone si dirigeva a Napoli. A bordo dell’auto sono stati trovati 90 ‘bomboni’, 25 torce illuminanti, adesivi con la scritta ‘romanista verme’ e altro materiale pericoloso. “Non abbiamo voluto rendere noto il sequestro dell’auto e del materiale e la conseguente denuncia di 4 persone – spiega Giannini – per non pregiudicare le altre attività di controllo. In casa di uno dei denunciati sono stati trovati coltelli, guanti rinforzati e altro materiale atto a offendere”.

Le fasi successive dell’operazione si sono svolte durante e dopo il match. All’esterno dello stadio gli agenti, nell’attività di prevenzione, hanno trovato una bottiglia contenente liquido infiammabile chiusa da un petardo ed altro materiale pericoloso. Sono in corso accertamenti per individuare chi lo abbia abbandonato. La terza fase si è svolta durante la partita: “Un’auto sospetta era parcheggiata vicino alla curva Nord dello stadio – ha concluso il dirigente della Digos di Roma – si è proceduto, quindi, a sfondare un vetro dell’auto e a perquisire l’interno, sono stati trovati bastoni, martelli, 20 coltelli e abiti di ricambio che sarebbero stati utilizzati per non farsi riconoscere”.

Cristina Reggini

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