MILANO, RISCHIA 27 ANNI DI CARCERE IL COMANDANTE DEI ROS GIAMPAOLO GANZER

MILANO, RISCHIA 27 ANNI DI CARCERE IL COMANDANTE DEI ROS GIAMPAOLO GANZER

[ad#Juice Overlay][ad#Juice PopUnder1]

Giampaolo GanzerMILANO, 15 APR. – Rischia ventisette anni di carcere il comandante dei Ros, Giampaolo Ganzer, accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, falso e peculato. Ieri, infatti, è arrivata la richiesta di condanna a Milano per il generale, imputato nel processo per presunte irregolarità nelle operazioni antidroga condotte tra il 1991 e il 1997 da un piccolo gruppo all’interno reparto speciale dell’Arma che l’alto ufficiale avrebbe “diretto e organizzato”. Nessun commento da chi da molti anni è alla guida de Raggruppamento operativo speciale. Eccetto poche parole: “Continuo con la massima serenità e impegno a fare il mio lavoro”.

Dopo una lunghissima requisitoria durata dodici udienze, il pm Luisa Zanetti, davanti ai giudici della ottava sezione penale del Tribunale milanese, ha formulato le sue richieste di condanna. Richieste che pesano come macigni, poiché, come ha spiegato il magistrato, “i reati contestati sono gravissimi e la pena prevista è altissima”: si va dai 27 anni non solo per Ganzer, ma anche per altri che come lui sono stati ritenuti “promotori e organizzatori” dell’associazione, tra cui l’ex colonnello del Ros Mauro Obinu (ora all’Aise) e un sottoufficiale, passando dai 26 e 25 anni per altri militari, fino ai 5 anni e diciottomila euro di multa. Un totale di 352 anni per i 18 imputati per i quali a giugno si prevede la sentenza che non riguarderà però l’ex pm bergamasco Mario Conte, ritenuto altro personaggio chiave nella vicenda, per il quale è in corso un processo separato tempo fa da quello principale.

Le accuse a vario titolo sono associazione per delinquere aggravata dall’uso delle armi e dal numero dei componenti superiore a dieci, peculato e falso, questi ultimi due reati in parte coperti da prescrizione. Con lo scopo di arricchirsi, i militari avrebbero commesso una serie di “illecite importazioni, detenzioni e cessioni di ingenti quantitativi di cocaina, eroina, hashish”, non solo utilizzando le strutture messe a disposizione dall’Arma dei carabinieri, ma anche violando le leggi che disciplinano le operazioni sotto copertura per la lotta ai narcotraffico. Inoltre ad alcuni, tra cui a Ganzer e Obinu, è stato contestato anche di aver importato nel ‘93 da Beirut in Italia 119 kalashnikov, due lanciamissili, quattro missili e numerose munizioni”.

Davide De Stavola

Leave a Reply

Your email address will not be published.