LOMBARDO CITA FALCONE PER DIFENDERSI DAL COMPLOTTO. FATTI I NOMI DEI POLITICI FIRRARELLO E TORRISI

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Raffaele LombardoPALERMO, 14 APR – “Un’aggressione mediatica congegnata da menti raffinate”. Raffaele Lombardo, cita le parole di Giovanni Falcone dopo il fallito attentato dell’Addaura, orchestrato secondo il magistrato da “menti raffinatissime”, lo cita in aula, all’Assemblea regionale. Un intervento, durato oltre un’ora, per replicare alla fuga di notizie sull’inchiesta della Procura di Catania in cui è per concorso in associazione mafiosa. Il governatore non ha fatto altri nomi se non quelli trapelati prima del suo intervento all’Ars, ma ha attaccato a testa bassa quel “tavolo trasversale ai partiti in cui si è progettato di far cadere il Governo prima con mezzi politici, mediatico-giudiziari e, qualora non fossero bastati, anche fisicamente”. Il governatore evoca un complotto contro di lui da parte di chi vuole fermare “la rivoluzione in atto: la Sicilia – aggiunge – è stata finora governata da ascari, che più o meno consapevolmente sono alleati naturali della mafia”. Continua, parlando di “mille sicari” che i suoi nemici hanno assoldato, lo ripete più tardi, quando in un’improvvisata conferenza stampa qualcuno gli chiede se ha ricevuto minacce di morte, la sua risposta è: “Chiedetelo alle questure, io non vado in giro a strombazzare queste cose”. Nel documento, assicura “ci sono i nomi, i cognomi e i prestanomi, le proprietà, i valori di acquisto e di vendita dei terreni di Paternò (Ct)” dove sarebbe dovuto sorgere, secondo il piano del precedente governo, uno dei quattro termovalorizzatori previsti per la Sicilia, appalti miliardari bloccati, insieme al piano, dal governo Lombardo.

OMBRE MAFIOSE. La Altecoen, società che avrebbe dovuto fare i lavori, avrebbe tra i dirigenti il capomafia della Sicilia orientale Nitto Santapaola. E proprio Paternò è il paese natale di Carmelo Frisenna, in carcere per mafia da oltre un anno e ritenuto, secondo Lombardo, vicino al senatore del Pdl Giuseppe Firrarello. In un’intercettazione dell’aprile 2008 Frisenna riferisce una frase che avrebbe pronunciato Firrarello: “Ah, sì, Lombardo mi sta bene… tanto muore di morte naturale… lo fanno attaccare (arrestare ndr), te lo dice il sottoscritto”. Frisenna, sempre secondo Lombardo, sarebbe legato a un altro deputato del Pdl, Salvatore Torrisi, che insieme a Firrarello fa parte della commissione Antimafia. Secondo l’ ex sindaco di Catania, Enzo Bianco, “Lombardo usa polveroni per coprire le sue magagne, mentre per Torrisi il governatore “cerca pagliuzze per nascondere travi”.

FIRRARELLO SMENTISCE. “Relativamente alle dichiarazioni rese oggi dal governatore della Sicilia tengo a precisare che i riferimenti velati che potrebbero riguardarmi sono privi di fondamento e sono motivati dalla strategia posta in essere da Lombardo di indirizzare altrove l’attenzione dei siciliani, distogliendola dalle problematiche che lo riguardano, che parrebbe abbiano più che una rilevanza politica una giudiziaria, direzionandola verso gli oppositori politici che con fermezza e senza correnti alternate hanno sempre ribadito in ogni sede la distanza dal metodo e dalla logica ‘lombardiana’”. Dichiara in una nota il senatore del Pdl e sindaco di Bronte, Pino Firrarello. “Considerazioni e valutazioni degli attuali fatti – aggiunge – non dovrebbero trovare albergo nella sede dell’Assemblea regionale, ove si dovrebbe dibattere solo su fatti politici e programmazioni di interventi mirati a risolvere i secolari problemi della Sicilia. Valutazioni, prive di contenuti politici, con timidi accenni a quelle argomentazioni care alla sinistra, che potrebbero garantirgli la sopravvivenza politica e che hanno rilevanza esclusivamente in altra e più opportuna sede, alla quale intendo rivolgermi a tutela della mia dignità ed immagine”.

Stefania Carboni







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