BERGAMO, IL CADAVERE DI UN NEONATO NEL PARCHEGGIO DI UNA DISCOTECA

BERGAMO, IL CADAVERE DI UN NEONATO NEL PARCHEGGIO DI UNA DISCOTECA

Carabinieri in azioneARCENE (BG), 6 APR. E’ toccata a Mario Gelmi, professione operatore ecologico, la triste scoperta del corpo di un neonato morto lasciato in un sacchetto, nei pressi della discoteca “Shiva” di Arcene. La busta di plastica nera si trovava accanto al cancello della ditta “Scaini Calzature”, in via Matteotti, dove Gelmi stava spazzando i rifiuti a terra insieme ad un collega, che era invece alla guida della spazzatrice.

Si tratta di un luogo dove spesso vengono gettati animali morti: questo sarebbe il motivo per cui nessuno prima del netturbino avrebbe notato il sacchetto. Sapendo però che oggi non è giornata di raccolta di rifiuti, il quarantasettenne di Treviglio si è insospettito e ha voluto verificare il contenuto della busta, da cui fuoriusciva un pezzo della vestaglia rosa nella quale era avvolto il corpicino: «Ho tirato indietro la stoffa e ho visto dei piedini, ho pensato che fosse una bambola ma poi ho visto l’organo genitale con un po’ di cordone ombelicale attaccato sul bacino e a quel punto ho capito che si trattava di un neonato».

Dopo la tragica scoperta, sul luogo sono immediatamente intervenuti i Carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Treviglio e del nucleo investigativo di Bergamo e della stazione di Verdello. Secondo le prime indiscrezioni, il bambino sarebbe morto 24-36 ore prima del ritrovamento, quindi tra domenica di Pasqua e lunedì di Pasquetta. Questo fa presupporre che il decesso sia avvenuto in un altro luogo e che solo in seguito il piccolo cadavere sia stato trasportato nel parcheggio. Ma secondo una testimonianza riportata da “L’Eco di Bergamo”, ieri sera, almeno fino alle 23, il sacchetto non c’era.

Il corpicino, di carnagione chiara, non presentava apparentemente senza segni di violenza. Per risalire alle cause del decesso, sul cadavere è stata quindi disposta l’autopsia. Per la ricerca della madre si indaga soprattutto negli ambienti della prostituzione, ma senza alcuna certezza, dal momento che il quartiere in cui è stato trovato il neonato è una zona residenziale non frequentata da prostitute. Come spiega il pm Letizia Ruggeri, il parto molto probabilmente non è avvenuto in una struttura sanitaria, ma «i Carabinieri hanno già avuto incarico di controllare negli ospedali della zona, per verificare se si siano presentate donne con traumi da parto, o comunque con qualche segno che possa far ipotizzare ai medici un parto recente».

Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco di Arcene, Giuseppe Foresti: «In Comune abbiamo un assessorato particolarmente attento a questi problemi: bastava davvero un colpo di campanello per salvare quel bambino. Il Comune farà tutto il possibile per dargli almeno una degna sepoltura. E’ un dramma nel dramma, un dramma sia per il piccolo, che per la madre, che in qualche modo è stata costretta ad abbandonarlo».

Isabella Baricchi

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