BIMBO UCCISO A GENOVA: SCONTRO VIOLENTO TRA I DUE INDAGATI

BIMBO UCCISO A GENOVA: SCONTRO VIOLENTO TRA I DUE INDAGATI

GENOVA, 26 MAR Duro faccia a faccia nella notte davanti al pm Marco Airoldi tra Katerina Mathas e Giovanni Antonio Rasero, la giovane madre di 26 anni ed il broker marittimo di 29, accusati in concorso per l’omicidio del piccolo Alessandro di otto mesi, figlio della giovane. Il faccia a faccia trai due, arrivato al termine di un pomeriggio e di una notte di interrogatori e confronti anche con due testimoni, è durato un’ora circa, e si è concluso poco prima delle tre. Secondo quanto spiegato da uno degli investigatori presenti si è trattato di un faccia a faccia «emotivamente molto duro». Mathas era assistita dagli avvocati Paolo Costa e Igor Dante, mentre Rasero dai legali Giuseppe Nadalini e Romano Raimondo.

I TESTIMONI. Il sostituto procuratore Marco Airoldi e i dirigenti della sezione omicidi della squadra mobile nel pomeriggio sono andati avanti a interrogare prima Katerina, poi Rasero e infine li hanno messo a confronto con due testimoni: Haller M., che aveva riferito agli inquirenti un episodio accaduto in casa sua un paio di settimane prima dell’omicidio del piccolo Alessandro e Bruno I., l’uomo con cui Katerina avrebbe scambiato vari SMS la notte del delitto. E a sorpresa potrebbe spuntare un terzo supertestimone, da sentire questa notte stessa, e su cui gli investigatori mantengono il più stretto riserbo.

UN INTERROGATORIO DIFFICILE. Appena arrivata in Tribunale davanti ai fotografi e ai cameraman che l’aspettavano ha urlato: «Deve andare in galera, deve andare in galera!». Poi, con lo sguardo duro e il passo deciso, è entrata nella stanza del pm a ribadire che lei sarà stata pure una madre «schifosa», che merita l’ergastolo, ma che non ha ucciso suo figlio. L’incontro è durato poco meno di due ore. Poi alle 17 è arrivato Rasero. E per lui è iniziata una notte difficile. Prima l’interrogatorio del pm, con le versioni dei fatti di quella maledetta notte cambiate più volte tanto da fare arrabbiare il magistrato, fino al momento in cui nella stanza è entrato a sorpresa Haller M., l’uomo che lo avrebbe visto «torturare» un paio di settimane fa, il piccolo Ale. I due sono stati messi faccia a faccia, l’uno di fronte all’altro, per oltre un’ora e mezza. Haller M., subito dopo la morte del bimbo, aveva raccontato che, durante una crisi di pianto del bambino, Rasero si era chiuso in bagno con il piccolo e gli aveva messo la testa sotto l’acqua fredda. Il testimone aveva anche riferito di aver sentito due colpi contro il muro e di essere intervenuto aprendo la porta del bagno. Aveva anche detto di aver trovato Rasero con in braccio il bambino che piangeva ed aveva la testa tutta bagnata. Katerina ha invece sostenuto il secondo confronto, quello con Bruno I., l’uomo che aveva ospitato Alessandro la sera del delitto, prima che il piccolo venisse trasportato dalla sua abitazione di Rapallo al monolocale di Nervi e che avrebbe scambiato vari sms nel corso della notte con Katerina. Si annuncia una lunga notte per Rasero, e i sospetti degli investigatori si stringono sempre più sul broker. Ma resta ancora da chiarire il ruolo di Katerina.

Stefania Carboni

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