IL “CAPO DEI CAPI” AVEVA L’IMMUNITÀ. TRATTATIVE STATO – MAFIA CONFERMATE DA CIANCIMINO

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PALERMO, 01 FEB. – Le dichiarazioni ai giudici di Massimo Ciancimino, figlio del potente ex sindaco di Palermo, “Don Vito”, non mancano di stupire: secondo il teste, infatti, Bernardo Provenzano, n. 1 di Cosa Nostra e latitante dal 1992 fino alla sua cattura (2006) ha goduto di un’immunità territoriale garantitagli da un patto segreto tra Stato e mafia.

Massimo Ciancimino rivela di vari incontri avuti da suo padre con Bernardo Provenzano, allora latitante, nel periodo compreso tra il 1999 e il 2002, quando il genitore viveva agli arresti domiciliari nella sua casa di Roma, vicino Piazza di Spagna; alla domanda sui pericoli che Provenzano corresse, quest’ultimo senza esitazione gli spiegava che il boss era garantito da un accordo, lo stesso sul quale la Procura di Palermo sta indagando.

Inoltre, secondo Ciancimino, gli investimenti di denaro da riciclare per Cosa Nostra, dalla metà degli anni ’90 s’intensificarono a Milano, confluendo nella realizzazione di Milano2, spiegando di aver desunto queste informazioni direttamente dal genitore e dai documenti che Vito Corleone conservava.

Da bambino, rivela, il boss veniva chiamato dal padre “ingegner Lo Verde”, raccontando di come suo padre Vito e Bernardo Provenzano si conoscessero fin dall’infanzia, e della reciproca confidenza tra i due; su come fossero gestiti gli appalti, Ciancimino jr spiega “il sistema Ciancimino”: ”D’accordo con Provenzano gli appalti venivano spartiti equamente tra tutti i partiti, in Consiglio comunale, a seconda della loro rappresentatività“.

Vito Ciancimino “nel 1990 si fece annullare l’ordine di carcerazione grazie ai rapporti che aveva in Cassazione”; in occasione dei suoi funerali, il figlio racconta d’aver incontrato “il signor Franco”, che, in auto blu, era venuto a porgergli le condoglianza dell’ “ingegner Lo Verde”; racconta anche d’essere stato intimidito, nel 2009, da un agente dei servizi segreti che era penetrato nella sua casa di Bologna.

Antonio Ricucci

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