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GENOVA, MARISA SI UCCIDE A SOLI 13 ANNI, SUICIDIO LEGATO FORSE AD UN MESSAGGIO NEL PC

GENOVA 28 GENN – Marisa, 13 anni, ecuadoregna, era una ragazzina solare, andava bene a scuola, aveva tanti amici. Poi, all’improvviso, ha deciso di lasciarsi cadere dal sesto piano del palazzo dove abitava con la madre, il compagno di lei e il fratello di 16 anni.

E’ successo in via San Bartolomeo del Fossato a Sampierdarena. Marisa (è un nome di fantasia per tutelare la privacy) è tornata dal corso per il patentino per il motorino, mentre sale le scale saluta un vicino di casa, allegra come sempre. Niente di diverso dal solito, niente di diverso da quello che fa il pomeriggio una qualunque adolescente. Verso le sei la ragazza si chiude in bagno, spalanca la finestra e si butta giù. La madre era fuori casa con il compagno a cui è legata da poco. Il fratello era in camera e dice di non aver sentito niente. Una vicina di casa, allarmata dal tremendo tonfo, ha chiamato i soccorsi.

Per la giovane non c’era più nulla da fare. Il medico legale Marco Salvi esegue il primo esame esterno del cadavere e la Questura avvisa la madre di Marisa sul cellulare, che si precipita a casa con il compagno, un trentenne molto religioso legato ai Testimoni di Geova, a volte un pò esigente con i due ragazzi che cercava di far avvicinare alla sua fede.

I vicini di casa descrivono la famiglia rigorosa nell’educazione, al punto che le amicizie di Marisa non sempre erano giudicate accettabili. A niente sono valse le dichiarazioni della madre e del fratello, che, sconvolti, non riescono a spiegare quel gesto. La polizia non ha trovato biglietti o indizi. Il diario scolastico è pieno di frasi poetiche sull’amore, come è normale a quell’età, ma niente che lasci pensare a una delusione sentimentale. Però Marisa navigava in Internet. Il pc e il cellulare sono stati sequestrati: forse sveleranno il motivo di questa follia.

Mara Monfregola

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