OMICIDIO ANNA COSTANZO, INCASTRATO L’EX FIDANZATO. ALESSANDRO ANGELILLO USO’ FACEBOOK PER DEPISTARE

OMICIDIO ANNA COSTANZO, INCASTRATO L’EX FIDANZATO. ALESSANDRO ANGELILLO USO’ FACEBOOK PER DEPISTARE

BARI, 13 NOV. – Alessandro Angelillo, 35 anni, è stato arrestato stamani con l’accusa di omicidio volontario. L’ex fidanzato di Anna Costanzo, è il principale sospettato nell’omicidio della truccatrice degli artisti della Fondazione Petruzzelli di Bari nella notte tra il 10 e l’11 luglio scorso, nella sua casa nel rione barese san Girolamo.

All’uomo, titolare di un negozio di ferramenta, la polizia ha notificato un provvedimento di custodia cautelare in carcere firmato dal gip di Bari Anna Polemio su richiesta del pm inquirente Gaetano De Bari. La vittima aveva 50 anni, due matrimoni alle spalle e un mese prima del delitto aveva troncato la relazione con Angelillo.

Nei confronti di Angelillo, la polizia ritiene di aver raccolto un “forte quadro probatorio” imperniato su intercettazioni telefoniche ed ambientali e soprattutto accertamenti tecnici compiuti sui movimenti dell’uomo. Angelillo – secondo l’accusa – entrò nell’abitazione di Costanzo prima che la vittima rincasasse e, dopo averla uccisa, mise in atto azioni di depistaggio. A cominciare dal messaggio apparso la notte del delitto sulla bacheca di Costanzo su Facebook nel quale l’assassino scrisse, usando gli account impostati sul notebook (che poi rubò) della donna, che Costanzo aspettava a casa tre uomini conosciuti poco tempo prima. Il messaggio venne ‘postato’ per la prima volta da un amico della vittima alle 2.44 dell’11 luglio. Secondo il medico legale che eseguì l’autopsia, la donna fu uccisa tra le 3 e le 4 di notte. Sul letto poi – sempre secondo le indagini – l’assassino dispose tre preservativi, uno dei quali scartato ma non usato.

Il cadavere della donna fu trovato riverso sul bordo della vasca da bagno con il busto all’interno della vasca (che era vuota e non aveva il tappo), nudo dalla vita in giù. Sul capo una profonda ferita sanguinante, le labbra erano tumefatte e nel lavandino c’era del nastro da imballaggio appallottolato, utilizzato per imbavagliare la vittima. Nel bagno e in camera da letto furono trovate tracce di sangue, fatto questo che fa ipotizzare alla polizia che vi fu una colluttazione tra la vittima e il suo assassino.

Redazione

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