INCHIESTA FARMAMARKET, L’ASL SI COSTITUISCE PARTE CIVILE NELLA RICETTOPOLI BOLOGNESE

INCHIESTA FARMAMARKET, L’ASL SI COSTITUISCE PARTE CIVILE NELLA RICETTOPOLI BOLOGNESE

BOLOGNA, 4 NOV. Sospesi due medici indagati per ricette false e rimborsi illegali di farmaci. Su ordinanza del Gip di Bologna sono stati interdetti dall’esercizio della professione medica, limitatamente alla convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Lo stesso provvedimento è stato applicato ad altri otto medici che svolgevano la loro attività professionale tra Bologna e la Romagna.

L’ Asl precisa che la sospensione è scattata il 30 ottobre: da quel momento è stata data disposizione che i medici non possono più fare ricette per conto del Servizio sanitario nazionale, né tanto meno lavorare in reparto negli ospedali pubblici.

L’Asl ha aggiunto, inoltre, che è stato disposto un procedimento disciplinare a carico dei medici, “di fronte all’Ufficio di disciplina per il professionista dipendente, e davanti al Collegio arbitrale per quello convenzionato”.

Francesco Ripa di Meana, Direttore Generale, ha dato conferma delle posizioni prese dalla Asl: “La nostra ferma volontà di costituirci parte civile in occasione dell’udienza preliminare nei confronti di quanti si sono resi protagonisti di una truffa così odiosa ai danni del Servizio sanitario pubblico, sottraendo risorse preziose alla tutela del diritto alla salute dei cittadini” – precisando – “Considerato anche l’allarme sociale destato dalla vicenda stiamo esplorando, inoltre, con i nostri legali, la possibilità di adottare ulteriori e successivi provvedimenti cautelativi nei confronti dei medici interdetti dalla magistratura. Vogliamo rassicurare i cittadini sulla nostra determinazione ad assumere tutte le misure a nostra disposizione per tutelare la loro sicurezza”.

Rita A. Cirelli

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