Consiglio UE, vertice fiume: cosa ha ottenuto Giuseppe Conte? L'accordo raggiunto nel corso del vertice europeo è un trionfo per l'Italia

Un’ultima notte a lavorare, fino all’accordo, trovato dai paesi europei sulle misure economiche di sostegno e sul Bilancio 2021-2027. L’intesa, per l’Italia, porta una dote di 209 miliardi di euro. Il vertice europeo, durato quattro giorni e quattro notti, ha portato all’accordo sul Recovery Fund e sul Bilancio europeo per i prossimi sei anni. L’ha annunciato, a cose praticamente fatte, Charles Michel, premier del Consiglio UE.

Il Recovery Fund porta con sé 750 miliardi di euro, 390 di sussidi. Il bilancio è fissato a 1.074 miliardi. Tra i più contenti, ovviamente, spicca Giuseppe Conte, che ha sottolineato come con questi fondi per l’Italia si possa parlare di forte ripartenza. Per il nostro Paese 209 miliardi, un piatto ancor più ricco strappato dal premier, con 82 miliardi di sussidi e 127 di prestiti, rispetto a quanto previsto a maggio (173 miliardi, 82 di aiuti e 91 di prestiti).

Una giornata storica per tutta l’Unione, non esente certamente da critiche, ma tale da vedere, per la prima volta, la condivisione del suo debito per rafforzarsi e reagire alla crisi post-Covid. L’intesa è stata comunicata alle 05.30 del mattino, dopo che i leader hanno in maniera certosina ricontrollato tutti i documenti concordati. Il più controverso, quello sul rispetto della condizionalità sullo stato di diritto, è stato risolto per acclamazione.

Un punto fermo: il Recovery Fund. Il fondo per i paesi più colpiti dal virus è rimasto a 750 miliardi e dopo varie oscillazioni l’asticella dei sussidi si è fermata a 390 miliardi, con la Resilience e Recovery Facility allocato direttamente ai Paesi secondo una precisa chiave di ripartizione, a 312,5 miliardi.

Ridotti, invece, i trasferimenti spacchettati tra i programmi: 77,5 miliardi. Azzerata, inoltre, la dotazione di Eu4Healt, il nuovo programma europeo per la sanità. A farne pesantemente le spese, anche il Just Transition Fund e il Fondo agricolo per lo sviluppo rurale. Sul fronte del Bilancio 2021-2027, si resta fermi a 1.074 miliardi di impegni. Accontentati, in questo marasma, anche i paesi “frugali”, con succulenti rimborsi, i rebate di thatcheriana memoria. In alcuni casi questi sono stati doppiati: alla Danimarca sono andati 322 milioni annui di rimborsi; all’Olanda 1,921 miliardi; all’Austria 565 milioni, e alla Svezia 1,069 miliardi.

Chiarezza massima anche sulla questione della governance sull’attuazione delle riforme dei piani nazionali da presentare per ricevere le risorse. La chiave di volta è stato un freno di emergenza emendato, oggetto degli scontri tra Conte e Rutte, che ha appaciato anche l’olandese. Ora il Comitato Economico e Finanziario valuterà il rispetto delle tabelle di marcia e gli obiettivi fissati per l’attuazione dei piani nazionali.

 

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