Consiglio europeo sospeso: la situazione resta complessa Due giri di interventi a Bruxelles non sono bastati a delineare un'intesa: situazione ancora complessa

Consiglio europeo – Il Consiglio europeo sul piano straordinario di aiuti e sul bilancio pluriennale dell’Unione, per cercare un accordo sul prossimo bilancio comunitario e sul Recovery Fund al fine di fronteggiare la crisi pandemica, è stato sospeso. I leader presenti, tra cui il premier italiano Giuseppe Conte, sono intervenuti due volte durante la riunione che ha avuto inizio questa mattina intorno alle 10. Il clima, però, non si è rasserenato. Il presidente  Charles Michel ha dato vita a riunioni bilaterali oppure tra gruppi ristretti di Paesi, nel tentativo di alleggerire la situazione prima che il Consiglio riprendesse poco fa.

La situazione si è rivelata esattamente come previsto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che aveva anticipato quanto le trattative sarebbero state difficili. Fonti italiane confermano: la situazione resta complessa, ma il confronto continua in maniera responsabile.

CONSIGLIO EUROPEO, SITUAZIONE OLANDA

Il fronte rigorista accusa una prima sconfitta. L’Olanda, infatti, chiede che i piani nazionali d’investimento ottengano il via libera unanime degli Stati. Una posizione che non è passata. La proposta portata al vertice dal presidente del Consiglio, Charles Michel prevede, invece, che la Commissione Ue conduca una valutazione, e il Consiglio la voti a maggioranza qualificata.

La posizione più dura, infatti, resta proprio quella dell’Olanda, che insiste appunto sul voto all’unanimità dei leader sui piani di ripresa nazionali. E di conseguenza la possibilità di bloccare con un veto l’erogazione di fondi ai Paesi che non facessero riforme secondo i desiderata dell’Aja. Ipotesi ritenuta impraticabile non solo da Roma ma anche da altre fonti europee: sarebbe di difficile applicazione sotto il profilo pratico. Infatti, la base legale usata per il Recovery Fund è la stessa della Politica di coesione, e perciò non prevede l’unanimità.

I PUNTI DI SCONTRO

Sono tre i principali fronti di scontro: le dimensioni finanziarie della risposta anti-crisi; la divisione dell’esborso tra aiuti a fondo perduto e prestiti da restituire; l’assegnazione al Consiglio europeo del potere di bocciare i piani nazionali d’investimento (soluzione avversata dall’Italia).

La partita del piano anti-crisi va a incrociare, poi, le altre questioni aperte sul tavolo della Ue, e cioè: il volume del bilancio comunitario 2021-2027; lo sconto che i quattro Paesi frugali (Austria, Olanda, Danimarca e Svezia) chiedono per il loro contributo al bilancio comunitario; il vincolo tra l’accesso ai fondi europei e il pieno rispetto delle libertà democratiche fondamentali (questione che chiama in causa Ungheria e Polonia).

Il presidente francese Emmanuel Macron conferma che i due binari (piano anti-crisi e bilancio pluriennale) si incrociano: “Bisogna raggiungere un compromesso su entrambi perché servono a costruire una nuova sovranità europea”.

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