BERLUSCONI SCATENA IL “FINI-MONDO”, POI AVVERTE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA: “BASTA IPOCRISIE”

BERLUSCONI SCATENA IL “FINI-MONDO”, POI AVVERTE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA: “BASTA IPOCRISIE”

L’ennesimo attacco berlusconiano a Consulta e giudici, non passa ovviamente inosservato. Il presidente della Repubblica e quello della Camera, insorgono. Le dichiarazione del Presidente del Consiglio, in occasione del Congresso del Partito Popolare Europeo, scatenano, ancora una volta, il “fini”mondo.

ROMA, 10 DIC. – La prima e la terza carica dello Stato contestano aspramente le parole del premier. Immediata la replica di Gianfranco Fini: “E’ certamente vero che la sovranità appartiene al popolo, ma il Presidente del Consiglio non può dimenticare che esso ‘la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’ (art. 1). Ed è altresì incontestabile che gli articoli 134 e 136 indicano chiaramente il ruolo di garanzia esercitato dalla Corte costituzionale”.  E aggiunge: “E’ la ragione per la quale le parole di Silvio Berlusconi, secondo cui la Consulta sarebbe un organo politico, non possono essere condivise; mi auguro che il premier trovi modo di precisare meglio il suo pensiero ai delegati del congresso del Ppe per non ingenerare una pericolosa confusione su quanto accade in Italia e sulle reali intenzioni del governo”.

E in effetti Berlusconi coglie di sorpresa il congresso dei popolari europei che sembra non voler prendere parte alla polemica innescata dal premier italiano. No comment della Merkel, il neopresidente del Ppe Martens dichiara che il premier “è il primo presidente del Consiglio italiano, dopo la prima guerra mondiale, ad avere una maggioranza così forte”. Alla domanda se ciò equivalga ad esprimere solidarietà nei confronti delle dichiarazioni di Berlusconi sui giudici, risponde: “Mi limito a quello che ho detto”.

Intanto il Presidente del Consiglio replica a Fini e riaccende lo scontro con l’alleato: “Non ho nulla da chiarire – dice – anzi, sono stanco delle ipocrisie”.

Dura la reazione del Capo dello Stato che si dice preoccupato e rammaricato per le parole pronunciate da Berlusconi a Bonn: un “attacco violento alle istituzioni”. In una nota del Colle si legge: “in relazione alle espressioni pronunciate dal presidente del Consiglio in una importante sede politica internazionale, di violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla costituzione italiana, il presidente della repubblica esprime profondo rammarico e preoccupazione”.  Nel comunicato si precisa che “il capo dello Stato continua a ritenere che, specie per poter affrontare delicati problemi di carattere istituzionale, l’Italia abbia bisogno di quello “spirito di leale collaborazione” e di quell’impegno di condivisione che pochi giorni fa il senato ha concordemente auspicato”.

Giuliana Sias

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