PLACIDO, GIRONE E LUCARELLI RISPONDONO PER LE RIME A BERLUSCONI CHE, SE POTESSE, LI STROZZEREBBE

PLACIDO, GIRONE E LUCARELLI RISPONDONO PER LE RIME A BERLUSCONI CHE, SE POTESSE, LI STROZZEREBBE

“Se trovo chi ha girato nove serie della ‘Piovra’ e scritto libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo”. Con queste parole Silvio Berlusconi se la prende con attori e scrittori nostrani, colpevoli d’aver mostrato al mondo quell’onta chiamata “mafia”.

ROMA, 30 NOV. – Il premier ne spara ancora una volta una delle sue, stavolta inveisce contro la nota serie televisiva “La Piovra” (targata Rai) e contro gli scrittori in stile Saviano del quale, certo, non pronuncia il nome, ma il riferimento è lampante.
La risposta al premier anti antimafia, giunge dal Commissario Cattani, riesumato per l’occasione da Michele Placido: “Berlusconi si dovrebbe autostrozzare perché ‘Il capo dei capi’ è un prodotto di Canale 5”.
Placido prosegue, placidamente, “Ha ragione Berlusconi la mafia non esiste, gli attentati a Falcone e Borsellino, a Firenze, Milano e Torino erano solo riprese cinematografiche dirette Damiano Damiani, Florestano Vancini e Luigi Perelli”. L’attore conclude notando che “questo triste primato italiano, ormai credo stia comunque perdendo terreno, perché la supremazia mi pare stia passando alla malavita organizzata russa e dei paesi dei Balcani”.
Dall’oltretomba mafiosa resuscita anche Tano Carriddi per voce di Remo Girone: “Se Berlusconi mi vuole strozzare son qui che lo aspetto. Quale onore essere minacciati da lui”.
Infine prende parte al carosello berlusconiano anche Carlo Lucarelli: “Con le parole di Berlusconi, noi scrittori di noir siamo tutti a rischio. Ci dispiace molto di far fare una gran brutta figura all’Italia, cercando di aprire gli occhi su quello che ci circonda”.

La dichiarazione del Presidente del Consiglio si inserisce a pieno titolo all’interno del regime di videocrazia da lui creato e alimentato negli anni. Sembra quasi suggerirci che se la notizia che la mafia in Italia esiste non fosse stata raccontata dalla televisione e dai libri, la mafia di fatto non esisterebbe. Lo stesso discorso che, grosso modo, vale per la crisi economica, che esiste solo in quanto i giornali, catastrofisti, ne parlano. A sentir parlare Silvio Berlusconi sembrerebbe quasi che le vite di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino fossero state spezzate da una sceneggiatura poco generosa nei confronti di due “attori” del loro calibro. Sembrerebbe che “la mafia non esiste”. E se esiste, io non c’ero, ero sintonizzato su un altro canale.

Giuliana Sias

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