Cina Gran Bretagna – Cosa sta accadendo nei rapporti tra Londra e Pechino? Cosa sta accadendo e dove condurrà lo scontro diplomatico tra Cina e Gran Bretagna?

Cina Gran Bretagna – Continua lo scontro diplomatico tra Cina e Gran Bretagna, che coinvolge ormai anche il calcio. La tv di Stato cinese Cctv sospenderà la trasmissione delle restanti partite del campionato Premier League. Non è la prima iniziativa del genere: alcuni mesi fa Cctv aveva interrotto la trasmissione del campionato di Nba. Il dirigente di un club, infatti, aveva scritto un tweet, poi rimosso, a favore dell’indipendenza di Hong Kong. La Cina sta inoltre considerando la possibilità di non riconoscere più i passaporti specifici dei cittadini britannici d’oltremare.

Pechino aveva già minacciato: conseguenze per la Gran Bretagna se avesse proseguito lungo la “strada sbagliata”. Il monito era arrivato proprio dall’Ambasciata cinese a Londra, a poche ore dalla decisione del governo britannico di sospendere il trattato di estradizione con Hong Kong dopo l’imposizione della legge sulla sicurezza nazionale da parte di Pechino, già fortemente criticata a livello internazionale.

“La Cina sollecita la Gran Bretagna a smettere immediatamente di interferire nella questione di Hong Kong, che è una questione interna cinese, in qualsiasi forma”, si leggeva in una nota a forma del portavoce della sede diplomatica.

CINA GRAN BRETAGNA: COSA STA ACCADENDO

Ma cosa sta succedendo? Facciamo un passo indietro: il Primo Ministro inglese aveva scritto un editoriale pubblicato sul Times e South China Morning Post. Si suggeriva la possibilità per i cittadini di Hong Kong, titolari di passaporti British National Overseas (BNO), di trasferirsi nel Regno Unito, se la Cina avesse proseguito con l’imposizione della legge sulla sicurezza nazionale. Johnson ha dichiarato che la decisione di Pechino costituirebbe una violazione della Dichiarazione Congiunta, l’accordo legalmente vincolante e registrato presso le Nazioni Unite, firmato nel 1984 da Londra e Pechino. L’intesa regolava il “ritorno” di Hong Kong alla sovranità cinese, garantendo una serie di autonomie alla città. Se necessario, aveva affermato Johnson, il Regno Unito avrebbe intrapreso una delle più grandi modifiche alle sue politiche sull’immigrazione e al sistema dei visti per accogliere i cittadini di Hong Kong.

La proposta del governo del Regno Unito consentirebbe a qualsiasi detentore di questi passaporti di andare nel Regno Unito per un periodo rinnovabile di 12 mesi e di ricevere ulteriori diritti di immigrazione, incluso il diritto al lavoro, che potrebbe metterli sulla strada della cittadinanza. Il consolato britannico di Hong Kong stima che 2,9 milioni di persone abbiano diritto a un passaporto BNO, il che significa che quasi il 40% dei 7.45 milioni di abitanti della città potrebbe richiedere il documento.

Ora, le minacce della Cina si stanno concretizzando. Pechino è stata irremovibile nella sua risposta, etichettando qualsiasi critica esterna come “interferenza straniera”. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha esortato il Regno Unito a “cambiare questo atteggiamento da guerra fredda e questa mentalità coloniale e a riconoscere e rispettare il fatto che Hong Kong sia già tornata in Cina come regione amministrativa speciale”, sottintendendo che Londra non è nella posizione di intervenire nella situazione di Hong Kong.

Alla luce di quanto successo e degli ultimi episodi, il deterioramento dei rapporti tra Londra e Pechino potrebbe segnare l’inizio di un’escalation che potrebbe portare a grandi conseguenze politiche ed economiche sul sistema internazionale.

Alessandra Santoro

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