Riforma costituzionale Russia, Putin al potere fino al 2036: cosa non torna? Il 78 per cento degli elettori ha appoggiato le riforme costituzionali volute dal presidente russo

Riforma costituzionale Russia – Una modalità di voto del tutto inedita, quella con cui il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato a raccolta i cittadini. Non si tratta di un referendum, ma di una procedura unica ed esclusiva. Così la presidente della Commissione elettorale centrale russa Ella Pamfilova aveva definito il voto nazionale sugli emendamenti alla Costituzione voluti dal presidente Vladimir Putin, e approvati dal 77,9% degli elettori con un’affluenza del 65%.

I russi hanno dovuto esprimersi in un unico voto su 206 emendamenti alla Costituzione. Si prevede l’azzeramento dei mandati del leader del Cremlino, permettendogli di rimanere al potere fino al 2036. La Riforma è considerata un modo trovato da Putin per consolidare il suo potere e la sua idea di Russia. Le modifiche introdotte riguardano una decina di articoli della Costituzione. Oltre a quelli relativi alle istituzioni e al welfare, ce ne sono alcuni per rafforzare la struttura conservatrice del paese: ad esempio, vietati i matrimoni tra persone dello stesso sesso; in più, un riferimento alla ancestrale “fede in Dio” della Russia.

RIFORMA COSTITUZIONALE RUSSIA: VERITÁ O MANIPOLAZIONE?

In realtà, qualcosa non torna. Alexei Navalny, il principale e più noto oppositore di Putin, ha definito i risultati del referendum una «grande bugia», dicendo che non riflettono la reale opinione pubblica in Russia. Golos, organizzazione indipendente che si occupa di monitorare le elezioni, ha descritto il processo elettorale come «manipolato» fin dall’inizio, a causa soprattutto della parzialità della stragrande maggioranza dei media russi e delle molte pressioni sugli elettori compiute da una serie di compagnie e organizzazioni finanziate da organi statali.

Quella più grave per l’esperto è il voto coatto. Tantissimi lavoratori, sia secondo Golos, sia secondo le notizie sui vari medi russi, hanno subito pressioni dal datore di lavoro per andare a votare con diverse forme di controllo del voto. Per spingere la gente a votare in alcune città, come Mosca, il voto si è trasformato in una specie di “enalotto”. Si è parlato di distribuzione ai votanti di certificati per poter vincere diversi premi, tra cui sconti nei supermercati, ma anche appartamenti.

FALLE NEL SISTEMA ELETTORALE

Più di un milione di persone hanno votato online. La votazione elettronica ha però rivelato delle falle nel sistema elettorale. Un esperimento del giornalista del canale TV Dozhd Pavel Lobkov ha dimostrato di essere riuscito a votare due volte, online e al seggio.

Andrew Higgins, giornalista che si occupa di Russia, ha scritto sul New York Times che non è chiaro il motivo per cui Putin abbia avuto bisogno di una riforma. Le modifiche costituzionali, infatti, erano già state ratificate dal Parlamento russo e dagli organi regionali competenti, ed erano già entrate in vigore mesi fa. Greg Yudin, sociologo e teorico politico all’Università di Mosca delle Scienze economiche e sociali, ha affermato: “Il sistema russo sotto Putin è sempre dipeso fortemente dall’apparente appoggio pubblico in grado di dare legittimità alle decisioni del presidente. Si tratta di un teatro, ma un teatro molto importante e ben fatto. Il sistema ha bisogno di mettere in scena l’appoggio pubblico anche quando non ce l’ha“.

Alessandra Santoro

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