Due Coree, esploso il centro di collegamento: dichiarazione di guerra? Sale la tensione nel trentottesimo parallelo per colpa della propaganda dei disertori al confine

FILE - In this Saturday, April 11, 2020, file photo provided by the North Korean government, North Korean leader Kim Jong Un attends a politburo meeting of the ruling Workers' Party of Korea in Pyongyang. The South Korean government is looking into reports that North Korean leader Kim is in fragile condition after surgery. Officials from South Korea’s Unification Ministry and National Intelligence Service couldn’t immediately confirm the reports citing an anonymous U.S. official who said Kim was in “grave danger.” Independent journalists were not given access to cover the event depicted in this image distributed by the North Korean government. The content of this image is as provided and cannot be independently verified. Korean language watermark on image as provided by source reads: "KCNA" which is the abbreviation for Korean Central News Agency. (Korean Central News Agency/Korea News Service via AP)

Tensione alle stelle tra le due Coree. La Corea del Nord ha fatto saltare con un’esplosione l’ufficio di collegamento con la Corea del Sud a Kaesong, vicino al confine. Il Ministero dell’Unificazione sud-coreano precisa che l’esplosione è avvenuta alle 14.49, ora locale.

LE DUE COREE, ANCORA TENSIONE

L’esercito nordcoreano aveva minacciato di entrare nella zona demilitarizzata tra i due Paesi per fermare un gruppo di disertori che dal Sud continuano a inviare materiale di propaganda anti regime in Corea del Nord. E oggi ha fatto saltare in aria l’ufficio di collegamento inter coreano, a nord della frontiera.

La Corea del Sud esprime «rammarico» per la demolizione dell’ufficio di collegamento inter-coreano, ma minaccia di rispondere «con forza» se Pyongyang peggiorerà la situazione.

La distruzione dell’ufficio di collegamento è «un atto che tradisce la speranza di tutto il popolo che vuole lo sviluppo delle relazioni inter-coreane e la pace durevole nella penisola coreana», si legge nel comunicato diffuso dall’agenzia Yonhap. «Mettiamo in guardia la Corea del Nord che se intraprenderà ulteriori azioni che aggravano la situazione, risponderemo con forza».

Nelle scorse ora la Corea del Nord ha minacciato di fare entrare le proprie truppe nelle aree smilitarizzate in seguito agli accordi raggiunti con la Corea del Sud nel 2018 come risposta alla propaganda di Seul. L’Esercito Popolare Di Corea ha dichiarato che è allo studio un “piano d’azione” per “fare avanzare l’esercito di nuovo nelle zone che sono state demilitarizzate base all’accordo Nord-Sud, di fare della prima linea una fortezza e innalzare ulteriormente la vigilanza militare contro il Sud.

DICHIARAZIONE DI GUERRA?

Distruggere un’ambasciata. Far saltare in aria la sede di quello che potrebbe, almeno teoricamente, rappresentare un incontro politico tra le due Coree. Una mossa certamente azzardata, destinata a riportare a galla tensioni mai realmente assopite.

Nel luglio del 1953, i due anni di negoziati e di guerra di posizione tra Nord e Sud finirono con un semplice armistizio. Di fatto, si trattava di una semplice scelta politica. Per cui, finché non sarà firmata una pace o una resa definitiva, i due stati rimangono ancora in guerra.

Nonostante, infatti, la zona demilitarizzata creata tra i due stati nel 1953, in 70 anni gli scontri sono stati numerosi. L’ultima scelta potrebbe, dunque, rappresentare una vera e propria dichiarazione di guerra.

Alessandra Santoro

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